CronacaEconomia

Compostiere di comunità, l’occasione sprecata: ammessi solo 16 Comuni

LECCE-Poche domande per l’accesso ai fondi e alcune anche sbagliate. È l’occasione sprecata delle compostiere di comunità: in tanti le avevano rivendicate a gran voce, strumento indispensabile per chiudere, almeno nei piccoli comuni, il ciclo dei rifiuti, grazie all’autocompostaggio dell’umido, non più da conferire in discarica, e garantendo di conseguenza l’abbattimento dei costi. Invece? Invece a darsi da fare sono stati pochi enti. 16 in tutto nel Leccese, tra quelli con popolazione inferiore ai 4mila abitanti, a cui il bando della Regione era aperto. Pochi, si diceva, così pochi che avanzano soldi, da spendere a stretto giro prima che Bruxelles li revochi visto che appartengono al PO FESR 2007-2013. È il motivo per cui, nel Bollettino ufficiale del 5 giugno, via Capruzzi ha pubblicato il nuovo bando, stavolta rivolto alle frazioni, sempre al di sotto dei 4mila abitanti, dei Comuni con numero maggiore di residenti.

Alla precedente procedura per il finanziamento degli interventi, avviata il 23 giugno dello scorso anno, sono stati ammessi i Comuni di Arnesano, Botrugno, Cannole, Caprarica, Carpignano, Castrì, Giurdignano, Melpignano, Miggiano, Montesano, Morciano, Nociglia, Ortelle, Patù, San Cassiano, Tiggiano. Almeno quattro domande sono state escluse, come confermatoci dal dirigente del Settore regionale rifiuti e bonifica, Giovanni Campobasso.

I Comuni avevano presentato richiesta per grandi impianti, dal costo di almeno mezzo milione di euro, mentre la logica delle compostiere collettive è di avere piccole macchine, da 20-25 mq e dal costo che si aggira mediamente sui 200mila euro. Piccoli impianti, insomma, dai quali, questo è fondamentale, produrre non nuovo rifiuto ma compost di qualità per gli agricoltori.

Ora, dunque, il via alle nuove domande, che saranno finanziate a sportello e dovranno avere progetti da chiudere entro la fine di giugno. Con questi criteri saranno finanziate le macchine elettromeccaniche destinate al recupero collettivo della frazione organica, necessarie per spingere così sull’acceleratore della differenziata. Sempre se si vorrà cogliere l’occasione.

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