BARI- Zullo, capogruppo dei consiglieri regionali, e Mazzei e via via tutti gli uscenti senza se e senza ma e senza alcun veto, sarebbe questo il “Fitto pensiero” per far desistere l’eurodeputato al ritorno in Puglia da candidato alla Presidenza della Regione per garantire tutta la sua squadra contro un imput romano interpretato dal coordinatore Vitali.
Il fronte anti ricostruttori si allarga anche in Campania, Umbria ed in Veneto dove si potrebbe determinare una stessa linea pugliese,liste autonome con proprio candidato presidente.
Nelle Regioni non si vota con il porcellum quindi perché impedire la candidatura di qualcuno? Dall’entourage dell’ex Ministro chiariscono: Toti e Vitali sono uguali, siamo tutti pronti ad affrontare le urne e perché non aprire a Fratelli d’Italia e salviniani, ma questi sono aspetti successivi, e non è detto che il simbolo possa non esser in discussione. Le riunioni dei gruppi leccesi, quello fittiano e quello capitanato da Vitali, differenti ed ugualmente inferociti. Platea di amministratori nel primo, sedie con simpatizzanti arrivati in pullman i secondi.
Consiglieri regionali, sindaci ed assessori dei comuni più rappresentativi pronti alla battaglia pro fitto, sempre più probabile se non dovesse esserci un completo cambio di rotta berlusconiano, Padri e figli (vedi l’ex senatore Gallo ed il Sindaco di Carmiano Mazzotta) e marito e moglie in odor di candidatura ma con un plus di certezza per la neo responsabile del dipartimento diritti civili Filomena D’Antini che però ambirebbe anche al ruolo di coordinatrice leccese di Forza Italia.
Vitali blocca tutti e ribadisce il Partito è aperto a tutti e non è quello degli amici e, se avessi voluto avrei deciso , ma il mio interesse è includere e non escludere aprendo a chi da sempre ha avuto un’idea liberal Berlusconiana con meriti e passioni civili.