LECCE- Il reparto di Rianimazione registra il tutto esaurito e i pazienti che arrivano al Fazzi vengono dirottati altrove. Il pronto soccorso continua ad essere congestionato e nell’ospedale cittadino si registra l’impennata di ricoveri: il +9 per cento.
Ormai viene definita l’ordinarietà nell’emergenza: il picco di influenza non concede tregua, complice, soprattutto, la mancata vaccinazione autunnale a causa della psicosi Fluad. E ancora ora, dopo dieci giorni, continua a salire vertiginosamente il numero dei pazienti ricoverati, passando da una media annua dell’11 per cento a quella attuale del 20 per cento.
“Si tratta di almeno 7-8 persone al giorno da tenere qui per forza a causa di complicanze. Sono soprattutto di anziani – spiega il direttore del Pronto Soccorso, Silvano Fracella -. Ormai abbiamo trasformato il reparto di dermatologia in Medicina, dedicando a questa tutti e 8 i posti letto. Ne abbiamo recuperati altri 4 in Otorinolaringoiatria, 4 in Oculistica, 4 in Chirurgia”. È il piano tampone, disponibilità cuscinetto da trasformare in Pneumologia e Medicina last minute.
Ciò che, però, non si può fare per la Rianimazione, dove i posti letto sono 15, ma è occupato anche il sedicesimo disponibile. In mattinata, per un paziente giunto al Fazzi è stato necessario procedere al trasferimento, dopo essere stato intubato, nel reparto gemello di Scorrano.
Ma si continuano a registrare anche le criticità nel coordinamento con il servizio di emergenza-urgenza: “Problemi ancora con la presa in carico dei pazienti – dice Fracella – quando in alcune fasce orarie gli arrivi delle ambulanze si accavallano e bisogna attendere in astanteria, dove ci sono quattro letti, ma abbiamo dovuto aggiungere almeno altre 8 barelle”.