Cronaca

“Non di solo petrolio vive l’uomo”, anche la Chiesa è No Triv

LEUCA-“Non di solo petrolio vive l’uomo”. Una frase eloquente contro le trivelle, perché stavolta scende in campo anche la Chiesa. Lo fa la Diocesi di Ugento, che ha scelto di essere in prima linea dopo la richiesta di cercare oro nero al largo di Leuca, con le due istanze presentate dall’americana Global Med e l’altra dalla texana Schulmberger Italia. Il tempo perché gli enti locali presentino le osservazioni sta per scadere, visto che le date cruciali saranno il 21 e 22 dicembre e il 5 gennaio. Si lavora ad un documento unitario tra Comuni interessati, Provincia di Lecce, Università del Salento, Parco Otranto-Leuca e Area marina protetta di Porto Cesareo.

E’ con proprio con i sindaci del Basso Salento che si vuole condividere la lettera aperta rivolta al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e la cui bozza è al vaglio della diocesi ugentina. I primi cittadini sono stati convocati per lunedì 15 dicembre, alle 19, presso l’auditorium Benedetto XVI ad Alessano. L’iniziativa parte dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali e dai parroci del Capo di Leuca e si inserisce nel solco della presa di posizione di tutte le parrocchie dell’Italia adriatica, da Chioggia in giù. Una battaglia in difesa del territorio e dell’ambiente, sostenuta in maniera convinta dalla conferenza episcopale pugliese, specie alla luce del discorso di Papa Francesco sulla salvaguardia del creato.“Signor Ministro – si legge nella missiva – cosa è e cosa rappresenta il Capo di Leuca, oggi? Nel suo documento, Educare a una forma di vita meravigliosa,il nostro Vescovo, Mons. Vito Angiuli, ha scritto che il Capo di Leuca è «una terra di una bellezza incontaminata». Ed ha aggiunto:

«La famosa locuzione “de finibus terrae” affibbiata al promontorio leucano non indica più il confine e il limite, ma la frontiera e il ponte. […] Ci è nota la reale portata della crisi economica e finanziaria che investe l’intero pianeta con i suoi drammatici risvolti per la vita delle persone. Siamo coscienti che per promuovere una politica di crescita economica l’Italia debba affrancarsi dalla dipendenza da altri paesi per l’approvvigionamento energetico. Queste, a nostro avviso, non sono buone ragioni per turbare l’ecosistema del nostro territorio e del nostro mare. InviandoLe questa lettera, siamo spinti da considerazioni economiche, oltre che da motivazioni etiche. Riteniamo che i danni, anche sul piano economico, sarebbero maggiori degli eventuali guadagni!”.

Da qui l’invito non ad una semplice risposta, ma ad “un incontro e un pubblico dibattito”, direttamente nel Salento, per “illustrare le ragioni della politica ambientale che il Ministero intende mettere in atto a tutela e a salvaguardia del territorio del Capo di Leuca e, più in generale, del Sud Italia”.

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