SAN FOCA- Tutto quadra e speriamo che tutti non sapessero che ciò poteva accadere. Isolato il Ministero dei Beni culturali e la Sovraintendeza, unici oppositori insieme alla popolazione del Salento ed ai Sindaci del territorio, per il resto sembra siano tutti concordi e qualcuno forse strumentalmente contrario sapendo che atti governativi e leggi regionali, di fatto, agevolassero il gasdotto che, senza nuova alternativa, sara regolarmente costruito nella marina di Melendugno. Qualcuno spera nello zampino giudiziario ma di fatto Tap non ha interesse a perder tempo a cercare un nuovo sito per poi ricominciare un altro lungo iter autorizzativo, i Ministeri, e quindi il Governo, hanno già detto Sì e, quanto dichiaratoci dall’assessore regionale all’Ambiente Nicastro, ci fa capire il gioco delle parti per cui, sino a ieri si diceva che la Regione era pronta a nuove alternative mentre ora chiaramente dice no e non cerca altre soluzioni
Il vero cavillo per cui si poteva bloccare il gasdotto era l’assoggettamento dell’opera alla direttiva Seveso tanto da indurre la Regione Puglia ad invocare il nulla osta.
Ma ascoltate bene, questo nulla osta di fatto non poteva richiederlo in quanto il progetto Tap non ha bisogno del Nof e sapete perche? Perchè la Legge regionale numero 14 del 2008, che poteva imporre tale prescrizione, è una legge monca, spesso succede ciò in Italia per non renderle di fatto esecutive, monca per assenza del decreto attuativo che avrebbe imposto la prescrizione e, quindi , bloccato il progetto.
Chi era il Presidente della Regione? Vendola. Chi l’assessore dell’Ambiente? Il vendoliano Losappio. Quindi una semplice domanda: perchè chiedere un nulla osta se poi la stessa legge è inefficace a tale richiesta per incompletezza dell’iter che l’ha fatta nascere? La Regione Puglia, Vendola e l’attuale assessore, potevano non sapere?