BARI- Mentre le opposizioni criticano le pagelle positive conferite dalla Giunta pugliese sull’operato dei direttori generali delle Asl, Vendola non cede al braccio di ferro con il suo maggior partito alleato. Il Pd rivendicava la possibilità di prorogare i compiti degli uscenti, o nominare dei commissari, in attesa delle elezioni regionali ma il Presidente della Puglia conferma: “A casa a scadenza contratto”. La determinazione del Governatore passa dal non voler agevolare le trattative tra i partiti essendo, il Pd, interessato ad allargare la coalizione in vista delle prossime elezioni a discapito di Sel.
Secondo i ben informati da qui la guerriglia tra Vendola e lo stesso Emiliano, il primo per tentare di consolidare l’ascesa del suo candidato, Dario Stefano, alle Primarie del Centrosinistra, il secondo per poter fruire di maggiori margini di dialogo con l’Udc e parte del Nuovo Centrodestra.
Intanto i direttori generali delle Asl del Salento: Paola Ciannamea, Brindisi, Fabrizio Scattaglia, Taranto e Valdo Mellone, Lecce, superano il procedimento di verifica. Inizialmente, come si ricorderà, a parte la Ciannamea, gli altri erano stati reputati negativamente dalla Commissione, ma le controdeduzioni inviate agli uffici hanno dato ragione ai direttori generali, ora promossi.
Non è dato sapere, dicono dal centro destra, se per meriti effettivi e brillanti risultati conseguiti o per assicurare loro un premio di produttività finale pre pensionamento. Non da escludere che la definitiva decisione di non prorogare i termini delle direzioni generali caratterizzera lo scontro finale tra i tre candidati alle Primarie