CASTIGLIONE- La provocazione c’è tutta: rifiuti in piazza, nel “salotto” del paese, per far vedere cosa c’è in periferia, lungo i tratturi di campagna. A Castiglione d’Otranto, vecchi elettrodomestici, pneumatici, mobili, vetro, contenitori in plastica hanno “occupato” Piazza della Libertà per l’intera mattinata.
Un’azione voluta degli attivisti dell’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino e della Free Home University di Bruxelles, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente del Comune di Andrano. Obiettivo: responsabilizzare i cittadini, per far prendere coscienza di quanto ciò che sembra innocuo, oltre ad essere brutto, sia fonte di inquinamento ai piedi di orti e ulivi e di quanto tutto questo abbia a che fare con la salute.
E’ il secondo capitolo dell’azione legata alla nascita del Parco comune dei frutti minori a cui si sta lavorando da aprile scorso, nella frazione di Andrano. Dal basso, si è deciso di rimboccarsi le maniche e iniziare a ripulire i depositi incontrollati di rifiuti che da anni colonizzano le strade rurali.
Zappe, pale e fantasia: hanno lasciato il posto ad alberi di fico, carrubi, gelsi, ad aiuole di timo, allora e altre specie autoctone, scelte d’intesa con il Parco Otranto-Leuca. La cura al posto del degrado, cornici di pietre e muretti a secco da ricostruire, la riappropriazione degli spazi di periferia. Stavolta è toccato a contrada Pajare, tra Castiglione e Andrano, dove già nei mesi scorsi si era provveduto ad una prima bonifica, ma ora si è riportata alla luce la bellezza del luogo.
In piazza, si diceva, la scelta di far toccare con mano le responsabilità di tutti: per quanto sia difficile accertarlo penalmente, i rifiuti hanno sempre, in fondo, un nome e cognome.