Via libera a Tap, Potì: “Silenzio assordante della politica”

LECCE- “La politica si assuma le sue responsabilità ed ora dica chiaramente come la pensa sul gasdotto Tap”. È categorico il sindaco di Melendugno Marco Potì che alla luce del parere favorevole della commissione del ministero dell’ambiente al progetto della Tap, chiede ai parlamentari salentini, al consiglio regionale che sino ad ora non ha preso una posizione, a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali, come si esprimerebbero se fossero al posto di Vendola. Emiliano, Minervini, Stefano, Schittuli, i nomi in campo per le prossime regionali hanno il dovere, dice il sindaco di Melendugno, di rendere chiara la propria posizione.
Perché la battaglia che coinvolge un intero territorio, quello salentino, è anche politica. l’Autorizzazione Unica che rilascerà il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà essere seguita dall’ autorizzazione della Regione Puglia, che potrà negarla. Un parere vincolante al 50% con quello del ministero e quindi decisivo.

Il senatore Dario Stefàno la sua posizione la esprime in un comunicato: “Il parere positivo al progetto Tap espresso a Roma, dice, è un fatto gravissimo. Ritenere un’opera strategica è un conto, ignorare le motivazioni espresse dalla Regione, così come tutte le ipotesi di localizzazione alternative a San Foca, ventilate da TAP, è altro. Significa considerare irrilevanti e marginali obiezioni motivazioni tecniche, ambientali, politiche Rispetto alle quali io mi sento fortemente in sintonia”.

Il Salento contro il governo, quindi, muro contro muro, in una battaglia che si accende anche sulle dichiarazioni di Matteo Renzi che annuncia la sua prossima partenza , il 20 settembre, per Baku per sancire il via libera al Tap, che oggi, per il combinato disposto della Via e del decreto legge, sottolinea il primo ministro, è definitivamente sbloccato”,una doccia fredda anche per il Comitato No Tap che prudentemente decide di attendere, insieme al sindaco Potì, il documento ufficiale per leggere le motivazioni e certo non considera quest’ultimo passaggio politico come una sconfitta. l’iter è ancora lungo. Al parere tecnico dovrà seguire il passaggio politico, in cui i Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali dovranno firmare il decreto interministeriale di compatibilità ambientale, poi il passaggio del l’Autorizzazione Unica da parte del Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con la Regione Puglia, che potrà, a quel punto, negarla.

Ma al di là del percorso burocratico che seguirà, quello che emerge, in questi momenti, è amarezza e rammarico. La voce del territorio sembra essere stata ignorata del tutto: la gente che ha sostenuto e partecipato a titolo volontario, ad uno studio capillare del progetto, esprimendo un NO motivato alla TAP attraverso le osservazioni inviate alla regione e al ministero, 30 comuni salentini hanno deliberato la propria contrarietà, la stessa Regione Puglia ha confermato il proprio NO tecnico.

Senza considerare il grande movimento di opinione che ha coinvolto cittadini comuni e tantissimi artisti che quest’estate hanno boicottato eventi sponsorizzati da Tap. La battaglia continua quindi e l’appello a non arrendersi arriva da più parti.

“Non ci lasceremo abbattere-dice il presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro- Renzi violenta la volontà dei cittadini salentini. Il Salento non si tocca, non e’ terra di conquista e non si lascerà distruggere per fare un favore ai colossi internazionali”.

“Aspettiamo di leggere i documenti, dice Potì , soprattutto quelli che riguardano il punto di approdo . Siamo certi che la procedura non sia stata regolare: Ha avuto inizio nel 2012, il progetto è cambiato in corso d opera , mancano pareri fondamentali. La nostra battaglia continuerà anche di fronte al Tar e al consiglio di stato, dice potì, ma ora i nostri politici facciano la loro parte”.

 

 

 

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