BARI- “Abbiamo un accordo firmato con i responsabili di Sel, nella scorsa riunione di coalizione, in cui loro si impegnavano a indicare una data tra il 26 ottobre e il 30 novembre”. Giovanni Procacci, dirigente Pd impegnato in un grande sforzo diplomatico con i vendoliani, è sorpreso dalla dichiarazioni del governatore, che ancora una volta insiste sulle primarie a gennaio, per non mettere in difficoltà il suo governo negli ultimi mesi.
Michele Losappio, capogruppo Sel in Regione, polemizza: “Secondo Procacci le valutazioni che fa il presidente non devono essere considerate, come se si potesse fare una campagna elettorale separata o in ostilità verso quello che si è fatto in questi anni. Non c’è regione italiana in cui il partito maggiore di coalizione sia capace di mettere così in difficoltà il governatore che supporta. Fare le primarie 8-9 mesi prima significa picconare la giunta”. Lo scontro al tavolo di coalizione è inevitabile, perché il Pd rivendica un accordo firmato.
Nella riunione tra alleati ci pensa Michele Losappio a chiedere un documento programmatico che rilanci l’ultima fase di governo Vendola, lo slittamento delle primarie e la chiusura del perimetro di coalizione: sono ben accette solo le forze vincitrici nella campagna delle comunali di Bari. Gano Cataldo ufficialmente è impegnato in una riunione cittadina, ma in realtà si tratta di una sostituzione per rinnegare un documento firmato.
I nodi relativi alla data delle primarie e alle future alleanze non saranno facilmente risolvibili. Intanto, non è detta l’ultima parola nella possibile alleanza con il Nuovo Centrodestra (Emiliano, sotto sotto, ci crede ancora), poi anche nella sinistra ambientalista ci sono i detrattori di Vendola. Angelo Bonelli, leader dei Verdi, solo turandosi il naso potrebbe sedersi in una coalizione in cui ci sono tra i possibili candidati alcuni imputati. Nel caso del governatore della Puglia c’è anche il rischio di un rinvio a giudizio per il caso Ilva. I Verdi, dunque, non siedono, per ora, al tavolo di coalizione.
“Io fino ad ora non ho sentito, da parte del centrosinistra, parole e fatti che possano liberare la Puglia, e in particolar modo Taranto dai veleni, che hanno tolto la vita a persone innocenti, come la strage dei bambini che è stata fatta a Taranto. O si libera la Puglia e Taranto dai veleni o non se ne fa niente”- chiosa il leader dei Verdi. C’è anche “Realtà Italia” di Olivieri tra i detrattori di Vendola. Intanto, sulle candidature non sembrano esserci novità: in campo ci sono Emiliano e Blasi pronto a sfidarlo con il supporto di Minervini. Gli incerti sono Elena Gentile e Vito Pertosa: il patron della Mer Mec non è intenzionato a gettarsi nella bolgia delle primarie.