BARI- Il segretario non c’è e le decisioni della segreteria convocata per discutere il da farsi, non sono valide. Michele Emiliano, timoniere dei democratici pugliesi, spariglia di nuovo le carte dopo il documento ufficiale diffuso al termine della riunione della segreteria alla quale causa maltempo non ha potuto presenziare.
Nessun sostanziale passo avanti, dunque. Le indicazioni restano quelle, attenuate dalla volontà di proporle e non imporle al tavolo del centrosinistra che a breve sarà convocato. Primarie aperte da celebrarsi ad ottobre. Ma il punto principale resta quello del candidato unico. Emiliano non si dice contrario, in molti però lo sono considerato che il Pd, dicono, ha sempre espresso un solo candidato. Ma in questo caso è diverso, la volontà di più di un democratico di essere della partita ha scatenato ribellioni interne che dovranno essere risolte dall’assemblea regionale convocata proprio per decidere come sarà individuato il candidato del Pd.
In realtà, però, la partita non è solo rinviata all’assemblea. La legge elettorale in gestazione potrebbe cambiare la situazione. Se, infatti, sarà introdotto il turno di ballottaggio, allora le primarie, dicono dall’interno, potrebbero mutare. E trasformarsi da primarie di coalizione a primarie interne. In buona sostanza il Pd sceglie il suo candidato e poi sarà il secondo turno a sigillare l’intesa con il resto dei partiti. In quest’ottica Sel potrebbe dettare le sue condizioni in un secondo momento.
Ma per ora sono e restano ipotesi pensate nei corridoi, in attesa della prossima riunione. Intanto nel perimetro del centrosinistra, l’Italia dei Valori cerca di risorgere dalle sue ceneri. A Luglio Antonio Di pietro tornerà in Puglia per tentare di ricomporre i cocci di un partito andato in frantumi.