Incarichi agli zii dei consiglieri: chieste dimissioni della sindaca. De Vito: “Venditori di bufale”

CALIMERA – “Dopo questo ennesimo atto arrogante e mancante di rispetto verso i cittadini Calimeresi, chiediamo le DIMISSIONI IMMEDIATE della Sindaca Francesca De vito!” Così Brizio Maggiore, coordinatore provinciale di Forza Italia giovani, denuncia che la sindaca Francesca De Vito avrebbe nominato in una partecipata del Comune due zii di altrettante consigliere comunali. E chiede le dimissioni della prima cittadina. Ma questa risponde: “Venditori di bufale!”.

I fatti: “Sono stati nominati -scrive Maggiore in una nota- con incarico retribuito pari ad euro 3.500 per 3 anni, lo zio della consigliera di maggioranza Elisabetta Civino; con incarico retribuito pari a euro 2.000 l’anno per 3 anni, lo zio della presidente del consiglio Rosy Marangio, già nominato, sempre dall’attuale amministrazione, Presidente della Fondazione GiovanBattista Tommasi. L’attuale amministrazione continua a prendere in giro, spocchiosamente, i calimeresi -dice-
In città abbiamo diversi professionisti, giovani ed esperti del settore che potrebbero ricoprire degnamente l’importante carica, nominare gli Zii delle Consiglieri Comunali è qualcosa di INDECENTE e VERGOGNOSO.”

La sindaca risponde: “Innanzitutto il ragionier Sandro Dimitri non è di nomina dell’amministrazione, ma lo nomina direttamente il socio privato della farmacia, che è libero e autonomo nel nominare chi vuole. Per Rocco Civino, la nomina è stata fatta in assemblea su proposta dell’organo di revisione che, a seguito di avviso pubblico, aveva individuato due persone idonee a svolgere l’incarico. Pertanto, siccome tra le due persone l’unico a non aver mai ricoperto ruoli all’interno degli organi della farmacia era il dott. Civino, è stato nominato lui. L’altra persona in precedenza aveva già svolto incarichi all’interno degli organi della farmacia. Pertanto -chiude la De Vito- i venditori di bufale possono svolgere la propria attività altrove. Inoltre preciso che le indennità da corrispondere alle persone che fanno parte, appunto, degli organi della farmacia comunale sono state ridotte da questa amministrazione di 500 euro a persona. E questo nell’interesse esclusivo del paese”.

La replica di Maggiore: “Non sono fatti inventati da noi, ma esistono  atti pubblici e verbali d’assemblea che parlano”.

 

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