Tari gonfiata? Il Comune si attiva, ma i cittadini non risparmieranno

LECCE- Cartelle di riscossione Tari, la tassa sui rifiuti, di difficile interpretazione, e la possibilità che molti cittadini abbiano pagato molto di più del dovuto, dal 2014 ad oggi, è reale. Il caso è stato sollevato da un’interrogazione parlamentare dopo un articolo del Sole24Ore e dalla successiva risposta del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che dice: la parte variabile della tassa va applicata solo una volta all’abitazione e non per tutte le pertinenze: ovvero cantine, garage, depositi.

Se anche il Comune di Lecce è incorso nell’errore (così come appare dalle lettura di alcune cartelle di pagamento,notificate) rimborsi, rapidamente, ai contribuenti leccesi le somme illegittimamente riscosse” ha dichiarato nelle scorse ore Rita Quarta del Coordinamento cittadino di Articolo Uno MDP-Lecce.

E allora, mentre diverse associazioni di consumatori si sono dette pronte ad affiancare i cittadini, il Comune di Lecce si è subito attivato. Lunedi infatti l’Ufficio Tributi del Comune invierà una richiesta di parere al Ministero delle Finanze per prendere gli opportuni provvedimenti. Il calcolo della Tari si ottiene dalla somma di due quote: quella fissa (legata ai metri quadrati dell’immobile) e quella variabile (legata ai componenti del nucleo familiare). Il comune di Lecce ha recepito nel suo regolamento l’interpretazione dell’Anci che nel parere espresso nel settembre 2014 ha stabilito che “è corretto applicare ai locali pertinenziali la stessa tariffa applicata ai locali principali“. Quindi una tariffa per ogni peritinenza. La nuova interpretazione del Mef invece dice il contrario: la quota variabile va applicata solo all’appartamento e non a ciascuna delle pertinenze. Da qui il calcolo errato e, di conseguenza, l’aumento della Tari per i cittadini, che riguarda anche Lecce. I leccesi possono quindi avanzare richiesta di rimborso, ma questo non risolverà comunque il problema del costo per il contribuente: dal Comune di Lecce infatti arriva la precisazione: l’eventuale modifica del regolamento non farebbe altro che spostare il problema. Il costo del servizio deve essere comunque assicurato e, pertanto, ciò porterebbe ad un aumento della quota variabile sull’abitazione.

 

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