Primarie Pdl, boom di affluenza per la premiere francavillese

Prima volta assoluta per il centrodestra in provincia di Brindisi che, nella occaforte francavillese, chiama gli elettori alle urne per la scelta del candidato sindaco di Pdl e Forza Italia. Boom di affluenze. Alle 12, già 2mila votanti.

primarie

FRANCAVILLA- A dispetto di chi, sino alla vigilia, le aveva tacciate come strumento inadatto per un elettorato poco incline a gare di democrazia. Le primarie del centrodestra francavillese per la scelta del candidato sindaco da proporre alle corsa per le amministrative 2014 hanno, già dalla mattinata, attirato migliaia di cittadini, evidentemente per nulla intimoriti dal clima da Santa Inquisizione che si respira da tempo nelle stanze di Castello Imperiali.

Il padiglione dell’Ente Fiera dell’Ascensione prescelto per ospitare i 4 seggi è stato letteralmente invaso sin dalle prime ore del mattino. Qualche pecca organizzativa e un regolamento non sempre chiaro hanno fatto storcere il naso ad alcuni candidati. Tra la discussa presenza dei rappresentanti di lista all’interno degli stretti spazi preposti per ospitare i seggi, la presenza di manifesti all’interno dello stabile e l’incredibile mole di vecchietti letteralmente presi a braccetto e accompagnati di fronte alle urne, il clima è stato comunque rilassato, senza grandi disordini che non siano dovuti alla risposta dell’elettorato.

Alle 12, avevano votato circa in duemila. Già in nottata, quindi, scrutinio, risultati e proclamazione del candidato sindaco di Pdl , Forza Italia e La Puglia Prima di Tutto.

Intanto, le impressioni dei 5 candidati Sgura, Bungaro, d’Alema, Leone e Lippolis, sono positive. Non fosse altro per la forma, tutt’altro che appannata, mostrata dal centrodestra

Insomma, non resta che aspettare la notte. Poi, polemiche interne da spazzare via, sbandierando la famosa carta d’intenti che garantisce l’appoggio incondizionato di tutti i candidati al vincitore, e via con la vera campagna elettorale. Da affrontare contro i veri avversari che, sull’altare della discontinuità, promettono una rivoluzione.