Il padre di Melissa ricoverato in ospedale

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MESAGNE (BR) – Una grande dignità nei suoi occhi e nei suoi atteggiamenti. Ha emozionato tutti quel padre di Mesagne al quale è stata ammazzata la figlia un giorno come tanti altri mentre andava a scuola. Ma a quasi un mese dal giorno di quel terribile attentato Massimo Bassi ha perso le forze, in mattinata è stato colto da un malore. La moglie Rita lo ha accompagnato in ospedale a Mesagne dove ora è ricoverato per accertamenti. Intanto, pur con le scuole ormai chiuse, continua  la mobilitazione degli studenti di Brindisi. I rappresentanti degli istituiti di tutta la provincia scrivono una lettera ai ministri, agli stessi ministri che sono stati in questo territorio i giorni immediatamente dopo l’attentato al Morvillo Falcone. Chiedono di non essere dimenticati e  “speriamo – scrivono – di potervi vedere qui presto”.

Una lettera, due pagine chiare e sentite, dove i giovani si propongono alla partecipazione attiva, alla vita cittadina e al mondo della scuola. Dove chiedono una scuola più partecipata e aperta anche oltre l’orario delle  lezioni: “riteniamo necessario avere maggiori strumenti per sentire la scuola a nostra misura – dicono – poter collaborare con i docenti alla scrittura del POF in commissioni paritetiche, rifinanziare e potenziare il DPR 567 per poter presentare progetti sulla legalità e sulla cittadinanza, tenere le scuole aperte, far sì che siano punto di riferimento per allontanare i giovani dalle strade e dalla criminalità. Infatti aprire le scuole in orari extrascolastici e aprire i già finanziati centri contro la dispersione scolastica, come abbiamo sperimentato la domenica dopo l’attentato, significa pensare una scuola che non sia più intesa come luogo obbligato per lo studio mattutino, ma uno spazio vissuto realmente dagli studenti”. Il 19 maggio ha segnato questa comunità, l’ha colpita e  ferita ma ha sancito anche l’inizio di una rivoluzione culturale che parte dai giovani.

di Lucia Portolano