Comitati di Quartiere sì, ma non nominati dalla politica. È la posizione del Comitato cittadino Foro Boario che ha inviato un atto formale al Comune di Lecce per contestare il sistema con cui saranno scelti i componenti dei nuovi organismi territoriali. Secondo il comitato, il rischio è che il confronto diretto con i cittadini venga sostituito da rappresentanze individuate dal Consiglio comunale.
“Il comitato deve essere spontaneo, deve essere autonomo, deve essere indipendente, deve essere popolare. Invece qui parliamo di rappresentanti eletti con scrutinio segreto in consiglio comunale e questo va contro la natura stessa del comitato”.
Il Comune ha avviato la procedura per l’istituzione di undici Comitati di Quartiere che, nelle intenzioni dell’ente, dovranno raccogliere le istanze dei cittadini ed esprimere pareri sui principali atti di programmazione, sui bilanci e sulle opere pubbliche che interessano i territori.
Ma il nodo, secondo il Comitato Foro Boario, è proprio il meccanismo di nomina. I cittadini potranno candidarsi, ma non votare. Sarà infatti il Consiglio comunale a scegliere i componenti, con una ripartizione che rispecchia gli equilibri politici dell’aula.
“La preoccupazione è che ci sia un pericolo subdolo: che l’amministrazione consideri già acquisito il parere della cittadinanza su un determinato intervento soltanto perché il proprio organo rappresentativo ha espresso un parere”.
Da qui la decisione di depositare agli atti la perimetrazione del quartiere Foro Boario e di rivendicare il diritto della comunità locale a partecipare direttamente ai procedimenti che riguardano l’area.
Il Comitato precisa di non voler chiedere nuovi confini amministrativi o la nascita di un nuovo quartiere, ma di voler evitare che il parere dei futuri organismi istituzionali venga automaticamente considerato rappresentativo dell’intera popolazione residente.
“Abbiamo ritenuto fondamentale inviare un documento al Comune proprio per mettere agli atti che il Comitato del Foro Boario non delega il proprio diritto alla partecipazione, garantito dalla legge. Il confronto con noi non può ritenersi automaticamente assorbito o sostituito dai loro referenti”.
Il Comitato lancia infine un appello alla cittadinanza
“Non ignoriamo questo procedimento perché è davvero molto importante. Riteniamo che si stiano comprimendo dei diritti e che la cittadinanza non possa sorvolare su quanto sta accadendo. Stiamo valutando iniziative di mobilitazione sia sul piano popolare sia su quello politico”.