LECCE – Ultime due partite. Bisogna correre e lottare per raggiungere il traguardo, che vuol dire salvezza. Lo scudetto del Lecce.
Correre e lottare per far felice una tifoseria che ha a cuore questi colori, questa maglia. Sicuramente chi meglio del presidente Sticchi Damiani (che ha festeggiato il compleanno lunedì scorso) e dei suoi soci possono fare un discorso motivazionale alla squadra.
Che ha in Falcone un capitano e un salentino d’adozione.
Che ha in Ramadani un vero lottatore, che incarna alla perfezione quelli che sono i valori di questo popolo.
La leccesità ce l’hanno dentro anche coloro che fanno parte dello staff. E la trasmettono ogni giorno a calciatori che con questa terra hanno poco a che fare, ma ne indossano i colori, la maglia.
Si lavora da squadra per raggiungere e passare lo striscione della salvezza.
Si lavora perché a Reggio Emilia contro il Sassuolo non si può sbagliare. Vincere per conservare l’attuale posizione, ma facendo attenzione pure a quel che accade a Udine dove sarà di scena la Cremonese.
Restano due allenamenti al Lecce per mettere a punto tutti i piani anti Sassuolo. Una squadra, quella di Grosso, che non ha più nulla da chiedere al campionato se non quella di congedarsi con un risultato positivo dal proprio pubblico.
Il Lecce deve essere più forte di tutto. Andare avanti con tutte le forze a disposizione.
Per Di Francesco sono ore di valutazione circa l’undici da schierare domenica sera. Nella formazione di partenza potrebbe essere la novità Gandelman: il centrocampista israeliano potrebbe essere inserito nella formazione iniziale. Ad essere sacrificato sarebbe Ngom, con Coulibaly affiancato a Ramadani. In attacco, come terminale offensivo, ci sarebbe Cheddira. L’attaccante marocchino è diventato il primo della gerarchia di attaccanti centrali. Stulic, da due partite non viene utilizzato, mentre Camarda è subentrato a Cheddira nelle ultime due sfide.
Ora più che mai contano le motivazioni. Di tutti. Su tutto.
Redattore. A Tele Rama dal 2003. Giornalista Pubblicista dal 2006