LECCE – Tanta Inter e poco Lecce. O meglio: Inter molto pericolosa, Lecce per niente. Contro la capolista si è tornati a toccare il tema della scarsa incisività della formazione leccese. “Potevamo sicuramente fare di meglio davanti – ha detto il tecnico giallorosso nella conferenza stampa post partita -. Ricordiamoci, però, che affrontavamo una squadra veramente forte dal punto di vista tecnico, fisico. Ci ha concesso veramente poco dal punto di vista offensivo. Anche se noi avremmo potuto sfruttare un po’ meglio alcune situazioni di ripartenza o di palleggio. A volte siamo stati un po’ troppo frenetici nell’andare a ricercare quella che è una manovra offensiva che dobbiamo continuamente cercare di migliorare”.
La squadra ha retto benissimo per 75 minuti, poi è crollata su due palle inattive e l’Inter ha portato a casa la tredicesima vittoria nelle ultime quattordici partite. “Peccato per questi due calci piazzati. Sapevamo della loro grande pericolosità, l’avevamo preparata anche in un certo modo – continua l’allenatore giallorosso -. Dimarco, che è un cecchino nel mettere questi palloni, ha proprio qualità nella scelta, qualità nel calcio. Favorisce sempre un po’ i suoi saltatori che sono anche di ottima struttura. Peccato. Alla fine un po’ troppa Inter per noi rispetto alle nostre potenzialità. Anche se devo dire che la squadra ha messo in campo tutto quello che aveva. Sul primo gol siamo stati distratti e disattenti, non ci possiamo permettere queste piccole disattenzioni – ammette -, questa palla casualmente è andata a finire a Mkhitaryan che è stato sveglio e ha battuto di prima intenzione in mezzo alle gambe di Veiga. Peccato, peccato per questa piccola disattenzione. Secondo me avevamo concesso molto meno che nella parte iniziale del primo tempo dove avevano creato qualche opportunità – sostiene -. Era un momento in cui non avevano creato occasioni importanti, peccato per questo calcio piazzato, a volte siamo stati anche frettolosi nel metterla subito in calcio d’angolo, magari la potevamo portare via o fare un tocco in più – conclude -. Piccole cose che dobbiamo migliorare, che possono fare la differenza, meno frenesia nel calciare questo pallone via, se lo mettiamo giù poi ti permette di avere una fase offensiva migliore”.
