Una lunga scia di assalti agli sportelli automatici, messi a segno in tempi serrati e su territori distanti tra loro. I carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto hanno eseguito cinque fermi, nella serata di mercoledì 4 febbraio, nei confronti di presunti appartenenti a una banda specializzata nei colpi ai bancomat con la cosiddetta tecnica della “marmotta”. Il gruppo avrebbe operato tra la provincia ionica, la Basilicata, la Campania e il Lazio. In carcere è finito Cataldo Bartolo, 46 anni, barese, indicato come la mente dell’organizzazione. Arrestati anche Rocco Fronza, 20 anni, di Palagiano, Valentino Intini, 21 anni, di Massafra, Simone Vinella, 20 anni, e Alessandro Longo, 28 anni, di Grumo Appula. L’inchiesta, coordinata dalla Procura ionica, ha preso avvio dall’esplosione di un bancomat avvenuta il 15 novembre scorso a Montemesola. Secondo l’accusa, le indagini hanno consentito di attribuire agli indagati almeno 17 assalti, tra cui quelli avvenuti a Monteiasi, Palagiano, Mottola e Scanzano Jonico, oltre ad altri episodi registrati nelle province di Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia. L’ipotesi accusatoria descrive un metodo operativo ricorrente. I partecipanti, insieme ad altre persone non ancora identificate, avrebbero raggiunto le banche con il volto coperto utilizzando ordigni artigianali per forzare gli sportelli automatici, riuscendo poi a impossessarsi del contante custodito all’interno. L’ultimo colpo risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia. I bottini avrebbero un ammontare complessivo di oltre 170mila euro. I pubblici ministeri hanno iscritto i 5 uomini nel registro degli indagati anche per ricettazione aggravata, in relazione alla presunta disponibilità di autovetture rubate. Nei prossimi giorni i fermati compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di convalida del fermo, fase durante la quale saranno valutate le contestazioni formulate a loro carico.
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