Una relazione segnata da umiliazioni quotidiane, controllo ossessivo e violenze anche davanti ai figli minorenni. Con queste accuse un medico di 43 anni è stato condannato in primo grado a quattro anni e mezzo di reclusione. L’uomo avrebbe ridotto la ex moglie in uno stato di sudditanza psicologica, arrivando nel settembre 2020 a sedarla per controllarle il cellulare. Le aggressioni, verbali e fisiche, sarebbero proseguite anche dopo la separazione.