LECCE – Quando manca il gol manca tutto. E le risposte di Di Francesco lasciano il tempo che trovano. Ormai si leggono le stesse cose da settimane, anzi mesi.
La musica non è cambiata, anzi. Il Lecce ha il peggior attacco del campionato. E non segna da quattro partite. E a Torino aveva di fronte la seconda peggior difesa del campionato.
Un paio di domande: è stata solo colpa di Stulic? A breve sarà colpa di Cheddira?
Certo che no. Il Lecce è prevedibile, sviluppa una buona trama di gioco fino alla trequarti dove poi tutto evapora. E, come ieri, non viene messo a frutto il possesso palla del Lecce.
Il Lecce, ora, ha un altro attaccante, più maturo dell’infortunato Camarda e dello stesso Stulic.
Sei mesi non sono bastati a Stulic per renderlo più incisivo in area di rigore dove di palloni ne arrivano pochi. Anche perché bisogna farli arrivare con qualità. Non tanto per calciare. Una qualità che va allenata. Questo non significa che si diventerà top player, così all’improvviso, ma, gli allenamenti, le strategie, i piani vanno elaborati per rendere funzionali anche i materiali più grezzi.
Di Francesco le deve provare tutte per dare una sterzata ad una stagione che sta prendendo una brutta piega.
Di Francesco, con gli uomini a disposizione, deve pensare ad un altro modo per arrivare in area avversaria.
Altrimenti la trequarti sarà sempre la parte più stretta di un imbuto dove il Lecce si inceppa, dove al massimo si può sfruttare qualche tiro da fuori.
Di Francesco cambi se ha un piano alternativo per rendere la sua squadra più puntigliosa.
La qualità è quella che è, ma mettere da parte quello che è stato il copione presentato la scorsa estate è una possibilità che il tecnico giallorosso si potrebbe giocare da subito.
Perché sicuramente avrà idee, un piano alternativo, bisogna provarle tutte prima che sia troppo tardi.
I numeri e il ruolino sono impietosi.
Di Francesco osi. È l’unica strada da percorrere.
Il risultato finale, quello che conta, magari gli darà ragione.