LECCE – La salvezza è un obiettivo possibile e la fase offensiva migliorerà di gara in gara, con l’aiuto di tutti. Checco D’Amblè, responsabile del settore giovanile del Lecce, dall’Under 18 in giù, ospite a Piazza Giallorossa, ha commentato il momento della squadra allenata da mister Di Francesco, che nelle ultime 5 partite di campionato ha raccolto solo un punto, pareggiando l’ultima gara del Via del Mare con la Lazio di Sarri, 0-0 finale: “Ottimo primo tempo, meritavamo il gol. Abbiamo lavorato bene. Siamo stati sfortunati -ha spiegato- perché il palo per l’ennesima volta ci ha detto male. Come nella gara col Parma, con l’occasione di Maleh. Bene nel primo tempo – ha spiegato l’ex giocatore – con la Lazio, nella ripresa abbiamo rischiato qualcosa in campo aperto. In questo momento la nostra è una squadra solida, in equilibrio, manca qualche graffio, qualche vittoria, ma sono fiducioso”.
POCO INCISIVI – Il Lecce, con 13 gol siglati in 22 partite, ha il peggior attacco della serie A e alla squadra mancano sicuramente le reti degli attaccanti, ma non solo: “Noi con sei uno a zero saremmo salvi. Si può vincere anche 1-0. Sono convinto che la squadra raggiungerà l’obiettivo, le partite ce le giochiamo e bene con tutti. La fortuna prima o poi arriverà. Prima o poi il gol arriverà. La serie A non è facile, non è facile fare gol in serie A. Si punta sempre sull’attaccante, ma noi con gli attaccanti esterni abbiamo fatto otto gol. Dieci se pensiamo alla gara con la Cremonese. Qualche gol manca, anche da qualche centrocampista o difensore. L’anno scorso ci siamo salvati col gol di Ramadani e Coulibaly. Le partite si possono vincere anche 1-0, ripeto”.
I BABY – La formazione Primavera 1 di mister Simone Schipa sta facendo molto bene: “Si tratta di una squadra nuova, con ottime individualità, con un percorso iniziale con qualche difficoltà. Adesso, la squadra ha ritmo equilibrio e quindi vengono i punti. Mister Schipa sta facendo un grande lavoro. Lui ha ripagato la fiducia della società che lo ha scelto. Siamo a cinque punti falla vetta e in piena zona playoff”.
Il MODULO – Il sistema di gioco è importante, ma ciò che conta è l’interpretazione e gli interpreti: “Credo che a prescindere dal sistema di gioco che possa essere importante, ma lo si decide inizialmente. Si prende l’allenatore e poi i giocatori per quel modulo. Può essere 4-2-3-1, può essere quello che vogliamo. Ma la squadra è stata costruita per un modulo, noi una mezza situazione a Milano l’abbiamo offerta col 3-5-2. Il Lecce se la gioca con tutti, con una fase difensiva organizzata, qualcosa la perdi in fase offensiva. Certe partite le potevi vincere, come quella con il Verona e con il Parma. La serie A è questa, questo è il quarto anno in serie A. Speriamo di farne altri. La guida tecnica ha scelto come giocare, non è così. Si gioca cosi perchè la squadra è stata costruita in quel modo, se uno la fa giocare i giocatori con il 4-3-3 è perchè è stato deciso così. Con D’Aversa abbiamo giocato pure con due punte. I numeri sono importanti, ma sono importanti soprattutto gli interpreti”.
CRESCERE INSIEME – La continuità tra il settore giovanile giallorosso e la prima squadra è un discorso delicato importante: “Cerchiamo di rafforzare il discorso di identità e appartenenza con il territorio, di far capire quanto è importante la maglia del Lecce. Lavorare a contatto con la prima squadra sarebbe fantastico. Ma il momento arriverà. Qualcuno della primavera in prima squadra? Potrebbe essere, se si capisce che questo può succedere. Serve il tempo giusto. Ci sono dei profili importanti, ad esempio Dorgu è arrivato in prima squadra e poi sappiamo com’è finita. Non bisogna bruciarli. I ragazzi hanno tante distrazioni, noi vivevamo di squadra e di calcio. Il gol di Frey della Cremonese? Un eurogol, se lo fai è perchè hai la giocata…”.
Laureata alla "Sapienza" di Roma in "Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo". Master in "Management dello Sport". Giornalista sportiva, appassionata di calcio e di tutto lo sport in generale. Amante della scrittura, della lettura, della poesia e del buon cinema.