SALENTO – È tutto certificato e dimostrabile: da quando lei ha iniziato a vessare giorno e notte i vicini confinanti, la metà ha dovuto ricorrere agli ansiolitici per placare gli attacchi di panico. Qualcuno ha persino pensato di cambiare casa pur di salvarsi.
È con queste accuse che è finita al banco degli imputati una 60enne dell’hinterland di Galatone, trascinata in tribunale da cinque famiglie residenti in abitazioni confinanti. Il motivo? È tutto nelle testimonianze rilasciate in aula nelle scorse ore.
Un lungo elenco di dispetti, minacce (anche di morte), allusioni pesanti espresse in pubblico o sui luoghi di lavoro delle vittime, che pure ha raggiunto. E poi pedinamenti e minacce. L’accusa, di fatto, è di atti persecutori.
Un giorno la 60enne per due notti di fila fino all’alba avrebbe colpito incessantemente i muri comunicanti, impugnando un bastone in ferro. “Puoi nasconderti quanto vuoi – avrebbe urlato ad una vicina – tanto so come entrare in casa tua”. Al risveglio l’amarezza ha colpito tutte e cinque le famiglie denuncianti: le ruote delle rispettive auto erano state bucate.
Nessuno può uscire sul balcone, pena gli insulti a gran voce e il lancio di pietre, soprattutto all’indirizzo dei cagnolini di proprietà del vicinato. “Ti uccido, con te mi devo fare 40 anni di galera. Ti devo distruggere la macchina. Non ti devi mai più affacciare al balcone che ti uccido”: questo il tenore delle minacce rivolte a chiunque violasse la sua regola.
C’è poi il capitolo dei pedinamenti. Un giorno avrebbe raggiunto una vicina in un bar, apostrofandola come un poco di buono. Un altro giorno avrebbe inseguito con l’auto e ripreso con il cellulare una seconda vittima.
La figlia minore di una coppia sarebbe stata inseguita dalla 60enne per tutto il tragitto verso scuola, “sei una put***” le avrebbe urlato, devo costringere te e la tua famiglia a lasciare questo paese”. Da quel giorno la ragazzina lotta con gli attacchi di panico.
Una delle vittime, infine, è stata raggiunta dall’imputata sul posto di lavoro, un istituto scolastico. “Come fa a lavorare in una scuola se gira video pornografici?” avrebbe detto ai colleghi della vittima.
Erica Fiore, classe 1990, giornalista pubblicista dal 2017. Caporedattrice e conduttrice del tg di TeleRama. Collaboratrice della trasmissione "Terre del Salento". Collaboratrice della trasmissione "Finalmente Domenica". Nel 2021 ideatrice e conduttrice della trasmissione "Amarcord, la festa rivive".