Due senzatetto accolti in ospedale ma irrispettosi del rifugio d’emergenza offerto. Dopo il caso sollevato da Telerama, a seguito di diverse segnalazioni, nelle scorse qualcosa si è mosso all’interno dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina. Con un intervento della polizia locale e dei servizi sociali, l’uomo senza fissa dimora (presumibilmente di nazionalità pakistana) è stato trasferito in una comunità della zona, dove ha trovato una sistemazione per proseguire il suo percorso di accoglienza.
Per circa tre mesi, lui e una donna, anche lei senzatetto, avevano di fatto trovato rifugio dal freddo di questi giorni all’interno del nosocomio. In una nota ufficiale il direttore medico aveva sottolineato il dovere etico di non chiudere la porta in faccia a chi ha bisogno, confidando nell’intervento istituzionale di chi di competenza.
In prima battuta i due stazionavano nelle sale d’attesa e nei corridoi, dormendo sulle sedute riservate ai pazienti, entrando e uscendo liberamente dalla struttura. Subito dopo al quarto piano, ormai vuoto a seguito delle dismissioni dei reparti, uno spogliatoio riservato alla vigilanza era stato temporaneamente riadattato a dormitorio dalla direzione sanitaria dell’ospedale. Il problema è nato quando, secondo le segnalazioni raccolte, l’uomo avrebbe fumato all’interno del presidio e, in più occasioni, entrambi avrebbero espletato i propri bisogni vicino all’ingresso dell’ospedale. A differenza dell’uomo, la donna è ancora in ospedale. Per lei è stato attivato il pronto intervento sociale del Comune. La notte scorsa, nonostante la stanza al quarto piano, ha dormito in una culla del reparto neonatale, creando disagi.
La sua situazione resta una questione delicata, ma si è vicini ad una soluzione. Dopo il nostro servizio, nelle scorse ore sono intervenute le sigle sindacali FP CGIL Lecce e CISL con i segretari generali Floriano Polimeno e Antonio Piccinno, che hanno segnalato il disagio vissuto dal personale sanitario e dagli utenti, chiedendo un coinvolgimento più ampio dei servizi sociali e del volontariato. Con il trasferimento dell’uomo e l’avvio del pronto intervento sociale per la donna, ora si intravede uno spiraglio. L’auspicio è che si possa arrivare presto a una soluzione più adeguata, capace di tenere insieme sicurezza, rispetto e dignità per chi vive una condizione di forte marginalità. Il fenomeno, infatti, interessa anche altri ospedali e nel presidio di Galatina è stata segnalata la presenza periodica di altre persone fragili.