“Gravi violazioni in materia di accesso agli atti, trasparenza amministrativa e corretta applicazione del codice degli appalti”. È quanto denuncia il comitato territoriale spontaneo Sud Salento, impegnato da tempo nelle battaglie per la sanità pubblica, che ha presentato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione contro l’ASL di Lecce.
Al centro dell’attenzione del comitato un intervento riguardante la realizzazione del cappotto termico sulle facciate della palazzina che ospita la direzione generale dell’ASL di Lecce. Un’opera non inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche, priva di caratteri di urgenza e non legata a esigenze di sicurezza, in quanto l’immobile era già stato oggetto di un’opera di risanamento e manutenzione straordinaria.
Per questo motivo, il comitato aveva interpellato l’ASL per capire qualcosa in più. A una formale richiesta di accesso agli atti, l’Azienda Sanitaria Locale avrebbe risposto senza trasmettere alcun documento, limitandosi a generiche comunicazioni e al coinvolgimento del Data Protection Officer, ritenuto del tutto inconferente.
Secondo il comitato, non si tratta di un diniego motivato previsto dalla legge, ma di un comportamento dilatorio e illegittimo. “Particolarmente grave – viene evidenziato – l’assenza del documento di indirizzo alla progettazione, atto obbligatorio per legge e presupposto essenziale di ogni intervento pubblico, che non può essere omesso neppure per lavori di importo contenuto”.
A rendere ancora più critica la situazione il fatto che dagli atti emergerebbe che i lavori sono finanziati con risorse destinate alla sperimentazione clinica, sollevando dubbi sulla corretta destinazione e tracciabilità di fondi pubblici vincolati.
Per il comitato, tutto ciò configura un silenzio-diniego illegittimo e una violazione dei principi di trasparenza, programmazione e buon andamento della pubblica amministrazione. Ora la parola passa all’ANAC, chiamata a valutare eventuali responsabilità amministrative, dirigenziali e contabili.