Paura, confusione, senso di urgenza. È così che una telefonata può trasformarsi in un incubo per gli anziani vittime di truffe, soprattutto quando dall’altra parte c’è chi finge di essere lo Stato. È successo a Gallipoli, nei giorni scorsi. Una donna di 86 anni riceve la chiamata di un sedicente “commissario”. Le parla di guai giudiziari per la figlia, di un problema grave da risolvere subito. L’unica via d’uscita, dice, è pagare una cauzione. Poco dopo, un complice si presenta alla porta. In pochi minuti spariscono circa 40mila euro, risparmi di una vita. Solo più tardi l’anziana capisce di essere stata truffata e si rivolge ai carabinieri. Le indagini sono in corso.
Si tratta di un caso non isolato e che si inserisce in un quadro molto più ampio. All’alba di oggi, infatti, la Squadra mobile e la Procura di Napoli hanno smantellato un’associazione a delinquere specializzata proprio nelle truffe agli anziani. Sette le persone finite in carcere, tra i 25 e i 58 anni, con base operativa a Napoli ma capaci di colpire in tutta Italia.
Ricostruiti nove episodi a partire da dicembre 2024, messi a segno anche nella provincia di Lecce. Le vittime, tra i 75 e gli 89 anni, venivano contattate da un falso maresciallo che parlava di incidenti, feriti, persino bambini coinvolti. Un copione studiato per terrorizzare e spingere alla consegna di soldi e gioielli. Il bottino è di circa 200mila euro.
L’appello dei carabinieri è chiaro: in caso di dubbi occorre allertare immediatamente le forze dell’ordine. Nessun rappresentante dello Stato chiede denaro. Il numero unico di emergenza 112 è a disposizione di tutti, sopratutto degli anziani.