Un clima di offese e di minacce che andava avanti da ben 15 anni. A porre fine a tutto questo la telefonata, provvidenziale, al numero unico di emergenza 112 fatta dalla figlia minorenne della vittima. Era il pomeriggio dello scorso 6 dicembre, in un’abitazione di Crispiano un 49enne del posto, al culmine di una lite, dopo aver afferrato al collo la convivente l’avrebbe colpita con pugni al capo e al volto tanto da romperle gli occhiali. E per impedirle di chiedere aiuto le avrebbe sottratto anche il cellulare. Il tutto alla presenza della figlia adolescente della donna che, impaurita, è riuscita a contattare i Carabinieri, giunti sul posto in pochi minuti e scongiurando così il peggio. L’uomo, con problemi di tossicodipendenza, è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. La donna è stata invece soccorsa dal 118 e trasportata all’ospedale di Martina Franca, dove è stata medicata e dimessa. Informata delle tutele previste dalla legge, ha scelto di non essere collocata in una struttura protetta. Il 49enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto nella casa circondariale di Taranto. L’episodio si inserisce nelle attività dell’Arma dei Carabinieri finalizzate a garantire l’applicazione del “Codice Rosso”, che assicura tutela immediata e prioritaria alle vittime di violenza domestica e di genere. L’Arma rinnova l’invito ai cittadini a segnalare ogni situazione di violenza o maltrattamento, ricordando che una semplice chiamata al 112 può davvero salvare una vita, come testimonia appunto l’episodio avvenuto a Crispiano e che ha avuto fortunatamente un esito positivo per la povera donna vittima di anni di soprusi.