BRINDISI – Il sindacato autonomo dei vigili del fuoco Co.Na.Po. ha lanciato un appello per un cambiamento radicale nella gestione degli incendi estivi, chiedendo che si superi l’attuale frammentazione normativa con l’istituzione di una regia operativa unica a livello nazionale. Secondo il sindacato, l’attuale sistema di competenze suddivise tra Stato e Regioni ha mostrato tutti i suoi limiti sul campo.
La legge 353 del 2000 attribuisce alle Regioni la gestione degli incendi boschivi, mentre lo Stato, tramite i Vigili del Fuoco, è responsabile degli incendi di vegetazione e d’interfaccia. Tuttavia, questa distinzione si dimostra spesso inefficace, poiché le emergenze non rispettano confini amministrativi o classificazioni teoriche. In Puglia, nel 2024, il 97% degli incendi ha riguardato la vegetazione, quindi di competenza statale, ma la risposta alle emergenze ha risentito della confusione gestionale.
Una questione emblematica è quella della flotta aerea antincendio, che pur essendo formalmente assegnata ai Vigili del Fuoco è di fatto gestita dalla Protezione Civile e operata da una società privata. Per il Co.Na.Po., questa situazione è sintomo di un sistema centrato su una spartizione dei poteri più che su una visione strategica condivisa.
La proposta del sindacato prevede che le Regioni mantengano le attività di previsione e prevenzione, ma che il coordinamento e l’intervento operativo siano affidati in via esclusiva allo Stato, garantendo così prontezza e uniformità nelle risposte alle emergenze.
Tra le soluzioni auspicate ci sono iniziative di sensibilizzazione precoce, l’utilizzo di tecnologie per il monitoraggio e un piano strutturato di ripristino ambientale post-incendio, che richiederebbe però una visione pluriennale e una chiara definizione delle responsabilità istituzionali.