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Lecce, è il giorno del Giro d’Italia che torna dopo 22 anni

Giro d'Italia grafica ufficiale

LECCE – Oggi il Giro d’Italia abbraccia di nuovo il tacco dello Stivale, e lo fa con una carezza lunga 189 chilometri, dalla fiaba di pietra di Alberobello fino al barocco dorato di Lecce. È la quarta tappa, ma la prima vera occasione per i velocisti di tornare a respirare dopo le fatiche albanesi.

Il gruppo parte tra i trulli come se uscisse da una cartolina, scivola tra le curve di Putignano e sfiora l’azzurro a Polignano a Mare, dove il primo traguardo volante agita la quiete della costa.
Si passa poi per Ostuni, col “Km Red Bull” a far brillare le gambe dei più esplosivi, e San Pancrazio Salentino, secondo traguardo volante e porta d’ingresso verso l’ultimo abbraccio col Salento.

Poi Lecce, e la sua magia: due giri di un circuito cittadino da circa 12 chilometri, che sfiora lo stadio Via del Mare e si conclude in via Calasso. Due giri per raccontare 22 anni di attesa. Era il 2003, l’ultima volta che il Giro toccò questa terra: c’era Pantani, c’era Petacchi che volava su Cipollini, c’era Adriana Poli Bortone, sindaca allora come oggi.

E tutti pronti per guardare sfrecciare le leggende dello sport del popolo, tutti pronti con il proprio smartphone a catture quest’attimo fuggente.

E c’è Pedersen, già due tappe vinte e maglia rosa sulle spalle, che sogna il tris. E sono pronti i velocisti puri, assetati dopo giorni duri, che annusano l’occasione come segugi.

Questo è il giorno in cui Lecce torna al centro della mappa del ciclismo. Il Giro, come un figlio lontano, torna a casa dopo tanti anni e chiede scusa. E Lecce lo perdona, con il sole in fronte e il cuore aperto. E spettacolo sia.

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