Avrebbe costretto la figlia a prostituirsi online con la complicità del suo presunto amante. Saranno giudicati con rito abbreviato la madre di 46 anni, residente della provincia di Lecce e il 52enne, di origini milanesi. I due sono accusati di pornografia minorile in concorso e tentata violenza sessuale. La madre della ragazzina anche di maltrattamenti in famiglia, mentre il 52enne di atti persecutori.
Secondo quanto ricostruito nella fase d’indagine, la madre avrebbe costretto la figlia sin dall’età di 13 anni ad inviare foto senza veli o addirittura immagini di autoerotismo in chat, per soddisfare le perversioni di un amico virtuale. I fatti sarebbero andati avanti per tre anni. Nel giugno scorso le accuse mosse nei confronti dei due sono state anche confermate dalla minorenne e cristallizzate durante l’incidente probatorio. La donna avrebbe costretto la figlia, dietro minacce e maltrattamenti, a compiere atti di autoerotismo davanti alla fotocamera del cellulare per poi inviare centinaia e centinaia di foto hot ad un 52enne milanese.
Per soddisfare le richieste del 52enne, la madre della ragazzina avrebbe somministrato al marito degli ansiolitici per farlo addormentare e metterlo “fuori gioco”. A far scattare l’inchiesta è stato proprio l’uomo, dopo aver scoperto sul cellulare della figlia le conversazioni con l’amico virtuale della moglie. Il dispositivo elettronico regalato alla minore aveva delle app spia che permettevano di leggere e ascoltare ogni conversazione. In alcune circostanze la minore si sarebbe rifiutata di assecondare le richieste, perchè “stanca” o perchè “voleva uscire con le amiche”, ma la madre l’avrebbe costretta usando anche violenza. Nel maggio scorso i due imputati erano finiti in carcere, su ordine della gip Anna Paola Capano, su richiesta della pm Erika Masetti. Gli avvocati difensori avevano avanzato richiesta di domiciliari, respinta dal giudice che ha poi accolto solo la richiesta di rito alternativo. Il processo inizierà il prossimo 23 ottobre.