LECCE – Chiuse le indagini sul giro di prostituzione sgominato dagli agenti della questura di Lecce nel marzo scorso, mettendo in luce una vera e propria tratta di donne dalla Bulgaria al Salento leccese, con la promessa di un posto di lavoro, salvo poi essere costrette a vendere in proprio corpo.
Dopo il patteggiamento nelle scorse ore di tre dei soggetti coinvolti, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato ad altri 27 indagati.
Nelle oltre 900 pagine di ordinanza di custodia cautelare a firma del gip Antonio Gatto, che ha portato all’arresto di 22 persone, emerse un quadro di soprusi, minacce e violenze continue perpetrate dai responsabili del giro di prostituzione.
Inquietanti i retroscena venuti a galla con le indagini: donne che venivano lasciate a digiuno anche per una settimana se provavano a ribellarsi, ma anche una bambina di soli quattro anni che sarebbe stata costretta a servire della cocaina su di un piattino a uomini e donne nudi, o ragazze che venivano picchiate e costrette a compiere atti sessuali