PORTO CESAREO – Questo bagnante (nell’immagine in evidenza) che non sa di essere ripreso dalle telecamere, con disinvoltura e alla luce del sole abbatte una porzione di muretto a secco lungo il perimetro della spiaggia: lo fa per agevolare il passaggio della donna che è con lui. Questo gesto di presunta galanteria gli costerà una denuncia per aver violato la protezione al cordone dunale a tutela di fauna e flora.
È solo uno dei tanti bagnanti ripresi nell’area protetta di Porto Cesareo nel corso delle attività di tutela, controllo e monitoraggio svolta dalle Forze dell’Ordine.
I circuiti di videosorveglianza attivi in ogni angolo degli oltre 21 chilometri di costa adesso consentono di risalire ai responsbili di questi gesti incivili e irrispettosi, per poi denunciarli.
Il copione è sempre lo stesso, le immagini parlano chiaro: il muretto a secco che circonda e tutela la spiaggia viene divelto per aprire un varco che accorci il tragitto verso il mare. Un calcio, magari due o tre, la collaborazione per spostare di forza le pietre vive, e il barbaro gioco è fatto.
“È l’ultimo di tanti, davvero troppi, episodi di malcostume ambientale – dice Paolo D’Ambrosio, direttore dell’Area Marina Protetta – una condotta che distrugge e mortifica il nostro delicato territorio”. Il presidente del consorzio di gestione, Pasquale Coppola, aggiunge: “è una situazione non più sostenibile ne tollerabile. Da questa inciviltà diffusa si esce tutti sconfitti: residenti, villeggianti, pendolari e turisti”.
Per questo Polizia locale, carabinieri, Capitaneria e Guardia di Finanza insieme continueranno a dimostrare tolleranza zero. Si tratta di veri e propri reati ambientali già culminati a Porto Cesareo in diverse denunce.
.



