Dotazione finanziaria raddoppiata – da 1,6 a 3,2 miliardi – per il credito d’imposta da riconoscere alle imprese per gli investimenti realizzati nella Zes unica del Mezzogiorno fra il 1° gennaio e il 15 novembre 2024. Così il Governo Meloni mette fine alle polemiche sulla insufficienza dei fondi stanziati. “Una tempesta in un bicchier d’acqua”, le definisce il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto. Cancellato il provvedimento di dieci giorni fa dell’Agenzia delle Entrate, che aveva quantificato al 17,6% il credito d’imposta effettivamente fruibile rispetto all’importo richiesto dalle imprese che quest’anno hanno già fatto o programmato investimenti nelle aree della Zona economica speciale che comprende Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sicilia e Sardegna. Sedicimila domande pervenute, che sviluppano un totale di 9,4 miliardi di credito d’imposta.
La norma approvata in Consiglio dei ministri – ha spiegato il ministro Fitto – prevede anche un’altra fonte di copertura: i programmi di coesione Ue 2021-2027: “Sono stati inseriti 1 miliardo e 600 milioni che raddoppiano l’importo previsto originariamente, ai quali si aggiunge la possibilità, con un articolo specifico, per i programmi regionali e i programmi nazionali per la coesione, di poter utilizzare queste risorse in aggiunta ai 3,2 miliardi stanziati per il credito d’imposta, in modo facoltativo”.
Intanto, però, il ministro fotografa il forte ritardo nella realizzazione degli interventi, che per legge vanno conclusi entro il 15 novembre: “Abbiamo fatto una verifica: sui 9,4 miliardi, ad oggi risultano realizzati interventi per soli 167 milioni di euro, pari a meno del 2%”.
Giornalista professionista. Dopo il Lab di Giornalismo a Roma, passa dalla carta stampata alla tv, dove conduce tg e talk di approfondimento. Da novembre 2020 è nella redazione di Telerama.