SALENTO – La droga avrebbe raggiunto il Salento tramite fornitori calabresi, fasanesi e lucani. Arrivata a destinazione, a gestirne il traffico illecito sarebbero stati due gruppi criminali dalla comune matrice Scu. Non avversari, ma soci in affari con una spartizione chiara di ruoli e aree di competenza, tra il nord Salento leccese e il sud Salento brindisino.
Hanno rivelato tutto questo le indagini coordinate da Dda leccese (sostituto procuratore Carmen Ruggiero) e Squadra Mobile di Brindisi, confluite nelle scorse ore in 14 arresti, di cui 9 in provincia di Lecce. Gli indagati sono 25 in tutto. Le ipotesi di reato: traffico illecito di droga e detenzione illegale di armi ed esplosivi, tra cui un fucile mitragliatore isrealisno, pistile calibro 7 e 38, il tutto abilmente occultato in luoghi difficili da intercettare.
Due i gruppi in azione si diceva: il primo capeggiato da Salvatore Perrone (57 anni, di Trepuzzi) detto “friculino” e il secondo, nel Brindisino, guidato da un trio del posto.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i territori di San Pietro Vernotico, Squinzano e Trepuzzi sarebbero sottoposti al controllo di frange storiche della Scu. I due sodalizi condividevano pusher e regole chiare, con una gerarchia netta e distinte piazze di spaccio di marijuana, hashish, cocaina ed eroina.
Il trepuzzino Salvatore Perrone, a capo dell’intera organizzazione, avrebbe imposto il prezzo dello stupefacente da lui rifornito in modo pressoché esclusivo e “i punti”, ossia le percentuali degli introiti, da destinare ai carcerati.
Grazie a queste amicizie “pesanti”, il sodalizio avrebbe goduto di una potente vis intimidatoria legata alla fama degli storici capi amici.
Oltre a “Friculino” in provincia di Lecce è scattato l’arresto per i trepuzzini Carlo Coviello, Alessio Catania, Luana Perrone, Vincenzo Catalano e Massimiliano Renna. Carcere anche per Stefano Elia (leccese), Marcella Mercuri di Sannicola e Antonio Monticelli di Novoli.