MARTANO – Un’esibizione come tante . Uno show divertente e colorato che per la nota drag queen salentina Tekemaya si è trasformato in un incubo, vittima degli atti di bullismo, e delle offese da parte di un gruppo di ragazzi, proprio durante la performance. A denunciarlo è la stessa artista che racconta l’umiliazione subita sulle sue pagine social: “Durante una serata in locale di Martano, alcuni ragazzi della squadra di calcio del posto hanno cominciato a fare i bulli ; prima lanciandomi del ghiaccio ( ho rischiato di essere colpita in un occhio) poi hanno iniziato a prendermi in giro, e alla fine per ben due volte mi hanno tolto la parrucca! Loro si divertivano e soprattutto ridevano nell’ umiliarmi. Ma cio’ che mi ha fatto più male è stata l’indifferenza degli altri”. “Tutti in silenzio, dei perfetti codardi. Mi veniva da piangere e mi son sentita male. Provo rabbia e soprattutto tristezza per loro! Prendersela con chi è diverso con chi è da solo è squallido e meschino”, scrive con dispiacere . Un atto di bullismo, per qualcuno , aggravato dall’omofobia.
Ma dalla società del Martano, per bocca del suo presidente, Fernando Donato, immediate le scuse: “Non ci riconosciamo in quanto accaduto. Quest’episodio ci ha spiazzati e ci sconvolge. Da sempre parliamo ai nostri atleti di rispetto sul campo e nella vita. Un episodio che per noi è un fulmine a ciel sereno. In queste ore – ha proseguito il presidente – parleremo con tutti i ragazzi. Ma intanto chiediamo scusa e condanniamo con convinzione il gesto inqualificabile. Siamo altro rispetto a ciò”.
Solidarietà anche da parte del primo cittadino, Fabio Tarantino, che sui social ed anche all’interessata ha manifestato il suo dispiacere :“ Sono amareggiato e indignato. Cercherò di capire chi sono queste persone , vorrei parlare con loro per far capire la gravità di tutto ciò”. Anche arcigay Salento, interviene: “ Non tolleriamo che questi episodi passino inosservati. Auspichiamo che tutti prendano le distanze da questi comportamenti, perchè contrastandoli formiamo una collettività più attenta domani”. L’invito è da più parti alla riflessione e al rispetto.
