LECCE – La paura. Di notte quanto di giorno. La paura di uscire e di rientrare a casa. La paura di percorre strade buie dove da dietro ad ogni angolo di un palazzo potrebbe sbucare qualcuno pronto a minacciare, ad offendere, insultare. Come è già successo e come succede ancora. Vivono così studenti e studentesse che abitano all’interno della Residenza universitaria “Maria Corti” di via Lombardia, zona stazione ferroviaria, e che ogni giorno entrano ed escono da questo complesso non solo per recarsi all’università a seguire lezioni, ma si spostano anche per raggiungere il vicino supermercato per fare la spesa, per fare due passi al centro, che dista appena poche centinaia di metri. Paura e senso di insicurezza che si legge nei volti e nelle parole di chi ha chiesto e continua a chiedere di fare qualcosa, prima che sia troppo tardi, prima che accada qualcosa di ben più grave.
Le risse e le aggressioni si verificano con sempre maggiore frequenza e a poco e nulla servono gli interventi delle forze dell’ordine, perché il giorno dopo la storia si ripete. Servono maggiori controlli, serve più attenzione da parte delle istituzioni su una quartiere, il Ferrovia, sempre più lasciato al proprio destino.
