SANNICOLA – Una serata d’agosto di tre anni fa per lui, 62enne di Sannicola, si è trasformata in un incubo. Era a bordo della sua auto e non accorgendosi di una moto sopraggiunta all’incrocio, non avrebbe dato la precedenza: la due ruote, inchiodando, avrebbe evitato l’impatto. L’uomo sarebbe sceso dal mezzo per assicurarsi che i due giovani a nordo non si fossero spaventati. A quel punto loro, due fratelli di 15 e 17 anni del sud Salento leccese, sarebbero scesi dal mezzo per fargliela pagare a suon di botte.
Per questo i due sono stati condannati a 8 mesi di reclusione. Una pena ridotta rispetto a quella ad un anno e quattro mesi ciascuno invocata dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci.
La vittima, assistita dall’avvocato Rocco Vincenti, quella sera sarebbe stata dapprima minacciata verbalmente dai due fratelli, poi uno di loro avrebbe tentato di colpirlo con il casco per poi sferrargli un pugno in pieno volto, facendolo precipitare al suolo. Tre persone di passaggio in quel momento sono subito intervenute. I due si sono dati alla fuga salvo essere identificati dai carabinieri poco dopo.
Per quelle botte l’uomo è finito in ospedale ed è stato sottoposto anche ad interventi chirurgici, per una frattura dello zigomo e una ferita ad un occhio che ha ridotto in modo permanente la sua capacità visiva.
A difendere gli imputati l’avvocato Isabella Fersini.