SALENTO – Fino al prossimo 4 ottobre il fermo pesca ministeriale stoppa le attività dei pescatori locali, mentre gli altri provenienti da fuori possono evidentemente continuare a calare le reti. Nello specifico reti da circuizione che, con la tecnica cosidetta del “cianciolo”, si traducono in una vera e propria razzia in atto nei mari salentini.
È il paradosso che si sta consumando, e che vi raccontiamo da giorni, tra Gallipoli, Ugento e l’alto Ionio e sul quale il consigliere regionale Paolo Pagliaro, già promotore di una mozione nell’ottobre scorso a fronte del primo sconcertate episodio, preannuncia anche una Proposta di Legge e una mobilitazione.
Dopo l’allarme lanciato dai pescatori sulla presenza di tre nuovi pescherecci arrivati da fuori regione e in azione giorno e notte, i sindaci non ci stanno e sono pronti a scendere in prima linea nella battaglia.
“E’ un problema che si sta riproponendo periodicamente – tuona il sindaco di Castrignano del Capo, Francesco Petracca – se non si adottano misure serie a tutela di habitat e pescatori locali, regole chiare e uguali per TUTTI, saremo periodicamente punto e a capo. Lo scorso anno abbiamo partecipato ad una protesta forte contro un peschereccio siculo che per giorni ha agito indisturbato e adesso ci appelliamo al Governo: non possiamo accettare che accada di nuovo”.
Il vicesindaco di Ugento con delega alla Pesca, Massimo Lecci, spiega: “abbiamo già predisposto una nota che lunedì invieremo alla direzione Marittima di Bari, Capitaneria di Gallipoli, ufficio locale marittimo di torre san giovanni e alla Regione puglia (sezione gestione sostenibile e tutela delle risorse forestali e naturali). Nella missiva esprimiamo la nostra preoccupazione e quella degli operatori del settore e chiediamo di vigilare sul rispetto delle regole che devono valere per tutti. Tra l’altro- ricorda – l’area delle secche di Ugento era stata individuata quale oasi blu, un riconoscimento che diventa reale soltanto laddove siano attuate le misure necessarie a tutelarlo. Ed è quello che ci aspettiamo!”.
Il consigliere ugentino, Ezio Garzia, rimarca l’ingiustizia in atto: “non si può restare a guardare e aspettare che sia troppo tardi, con i mari ormai depredati, senza possibilità di tornare indietro. Bisogna farsi rispettare e farlo subito”.
Sindaco e vicensidaco di Salve, Villanova e Lecci, ricordano in tal senso il ruolo della Regione. “Può e deve intervenire, prendere posizioni e adottare misure urgente – incalzano- Sono tre anni che ci preoccupiamo e la interroghiamo, senza nessua risposta concreta. Che i decisori restino a guardare alla finestra è assurdo”.
Per questo anche il sindaco di Gallipoli nonchè presidente della Provincia Stefano Minerva fa appello a Regione, Governo e Unione Europea “perché questi scempi – dice – non si verifichino più”.
“Il fermo pesca in vigore nei mari salentini è del tutto ignorato dai pescherecci siciliani – tuona il consigliere regionale Pagliaro – lo denuncio da due anni e torno a lanciare l’allarme per la sopravvivenza di un patrimonio sempre più fragile e inerme di fronte a questa invasione”.
Una soluzione per arginarla Pagliaro l’aveva avanzata con una mozione già lo scorso anno (ad oggi mai discussa in consiglio nonostante il suo pressing) chiedendo di istituire le zone cuscinetto in corrispondenza delle secche. Alla manifestazione di protesta dei pescatori di Leuca nel 2021, seguì poi una sua interrogazione urgente, per sollecitare l’assessore al ramo Pentassuglia ad intervenire.
La scorsa estate, infine, a stanare la pratica sleale è stato l’intervento delle Capitanerie che, dopo una nuova e strenua battaglia, costrinsero i barconi siciliani a battere in ritirata.
“Chiederò che la mia mozione sia portata in aula nella prima seduta utile – conclude il consigliere – è un impegno che chiedo alla Regione perché rientra fra le sue competenze, e sollecito atti concreti da parte dell’assessore alla pesca. Presenterò anche una proposta di legge, sul modello di quella approvata dalla Regione Calabria per la protezione e l’incremento della fauna ittica“.
Intanto a breve, come lui stesso preannuncia, ci sarà una nuova mobilitazione per dire “giù le mani dal nostro mare!”
https://youtu.be/QArvicqfbX0?si=RnQm8YiFNHur5EwT