Politica

Centrosinistra, le crepe si allargano e Puglia Popolare lancia Delli Noci

LECCE – “Si tratta di una fase delicata per la individuazione delle priorità sulle cose da fare e sui ritardi da colmare. Pertanto, forzare i tempi di queste discussioni interne ai gruppi finirà con il rendere ancora meno agevole la tenuta e la portata a compimento di un percorso che già appare palesemente complicato e attraversato da malumori”.

Le parole di Dario Stefàno, leader della civica “La Puglia in Più”, appaiono profetiche alla luce di quanto avvenuto oggi durante il secondo incontro di partiti, movimenti e lista civiche del centrosinistra e che fa seguito a quello svoltosi lo scorso 30 giugno.

La situazione appare ingarbugliata e rischia di impantanarsi ancora di più.

Il segnale lanciato dalla Puglia in Più ha colto nel segno. Non a caso i vertici della civica avevano parlato apertamente di “appuntamento poco utile e forse, in qualche modo, anche inopportuno poiché rischia di manifestarsi come una forma di pressione”. E in effetti la riunione in via Argento, al quartier generale di Lecce Città Pubblica, ha finito con allargare le crepe all’interno del centrosinistra in vista della campagna elettorale per le amministrative di Palazzo Carafa.

Di accordo neanche a parlarne. Il tentativo di Salvemini di battere le carte è andato a vuoto: ricandidatura senza se e senza ma o primarie “blindate”, vincolate alla certezza di prevalere. Opzioni che non sono andate a buon fine, a quanto pare. Puglia Popolare non le ha mandate a dire e ha rilanciato puntando sulla candidatura di Alessandro Delli Noci. “In alternativa – si legge in una nota di Francesco Foresio e Gigi Valente – non siamo contrari alle primarie se sono realmente competitive con la presenza di un candidato che rappresenti il civismo oggi largamente  rappresentato in Consiglio Comunale. Non comprendiamo la politica del rinvio attuata dal Pd che non ha il coraggio di esprimersi chiaramente sulla ricandidatura di Salvemini, o peggio lo fa solo nei corridoi”.

Il Pd, appunto. Prima di uscire allo scoperto si attende l’assemblea del partito, in programma il 10 settembre. Puglia Popolare è andata via sbattendo la porta. “Siamo fortemente irritati si legge in una nota – da atteggiamenti politichesi che non ci appartengono. I confini della coalizione vanno definiti solo quando sul tavolo si farà chiarezza sul percorso da fare per individuare il candidato Sindaco”.

Chiarezza, che appare lontana da venire. E che di certo non gioca a favore della ricandidatura di Salvemini a sindaco di Lecce. Il Psi prova invece a cambiare prospettiva e invita a definire “il perimetro della coalizione”, parimenti importante, rispetto a quello dell’individuazione del candidato che rappresenti l’intera coalizione”. L’obiettivo è quello di allargare lo schieramento anche a “forze politiche che non erano presenti nella passata tornata elettorale”, come Partito socialista, Sinistra italiana e Verdi, pronte a lavorare assieme per coinvolgere il Movimento Cinque Stelle e altre associazioni civiche. Auspici. Ma da qualche ora a questa parte il percorso per la scelta del candidato sindaco appare più complicato.

Antonio Greco

 

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