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Ecolio2, le associazioni dritte al punto: “ecco i rischi sulla pelle dei cittadini”

PRESICCE-ACQUARICA – “Laddove il report sanitario regionale non fosse bastato a destare preoccupazione sulla salute del sud Salento leccese, ribadiamo – motivando punto per punto – la nostra contrarietà alla riattivazione dell’impianto Ecolio 2”. Arrivano dritte al punto Lilt, Italia Nostra Sezione sud Salento e Legambiente, che nella procedura in corso per il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A) dell’impianto (che sorge in località Spiggiano Canali, nel Comune Acquarica-Presicce), numeri e dati alla mano ribadiscono un secco “no”. Lo fanno inoltrando alla Provincia ulteriori osservazioni che chiamano in causa tanto l’applicazione della Normativa Seveso, quanto il procedimento penale in corso a carico dei vertici dell’Azienda Ecolio2 nel quale sono contestati gravi reati ambientali in violazione della gestione e smaltimento di ingenti quantitativi di rifiuti anche pericolosi, con il contestuale sequestro dell’impianto. Il procedimento giudiziario in questione – va precisato – non è ancora arrivato all’udienza preliminare, ma è proprio nelle more di questo step decisivo che le associazioni chiedono di stoppare l’iter in  corso.

“Nell’istanza di rinnovo presentata dall’azienda, stando ai documenti in nostro possesso – spiegano poi ancora Lilt, Legambiente e Italia Nostra – tipologia e quantità di rifiuti da smaltire non sono tuttora specificati: una lacuna già di per sé illegittima e sufficiente a dichiarare l’istanza inammissibile”.

In tema localizzazione, c’è poi un passaggio chiave.

“Per gli impianti esistenti che non rispettano i criteri localizzativi, e per i quali si procede al rinnovo dell’autorizzazione, vanno privilegiate iniziative volte alla delocalizzazione oppure devono essere previste idonee misure di mitigazione o compensazione”. A stabilirlo è il Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti.

Ebbene, “considerando che la distanza effettiva dell’impianto dal centro abitato di Salve è di circa mille metri, si deduce agevolmente che un paventato assenso nella procedura di riesame/rinnovo eluderebbe tali importanti prescrizioni – puntualizzano gli scriventi – mettendo a rischio la salute della popolazione dell’area”.

Punto di vista, questo, espresso a chiare lettere anche lo scorso 13 luglio dai cittadini di Salve, Morciano e Presicce-Acquarica, istituzioni e ambientalisti che hanno raggiunto la sede dell’azienda sanitaria leccese per difendere un territorio “già provato e compromesso da carichi inquinanti- hanno detto – a danno di ambiente, salute ed economia. E adesso la misura è decisamente colma”.

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