LECCE – Undici anni. Undici anni di impegno, di raccolte fondi, di apparecchiature e strumentazione all’avanguardia donate da enti e privati, con un unico obiettivo: realizzare il Polo pediatrico del Salento.
Undici anni di attese e promesse, ora disattese da Asl e Regione Puglia, che con una inversione di rotta, definita inspiegabile e improvvisa, ha fatto scomparire il Dipartimento pediatrico, istituendo Neuropsiachiatria Infantile presso l’ospedale di Galatina. Ma i responsabili di Tria Corda, l’associazione nata proprio con l’obiettivo di realizzare il Polo pediatrico del Salento, non ci stanno e sono pronti a tutto, anche a prendere la strada che porta alla sanità privata, abbandonando Regione ed Asl.
La rabbia e la delusione sono tutte nelle parole del rappresentante legale, l’avvocato Cristian Primiceri. “In questi lunghissimi anni”, dice “di fatto, sono stati firmati numerosi protocolli d’intesa con la Asl e adottati dalla Regione Puglia e dalla stessa azienda sanitaria atti amministrativi funzionali alla realizzazione del Polo pediatrico”. Ma la delusione è anche di chi ha creduto nel progetto dell’associazione Tria Corda e che ora vede sfumare questa opportunità: “Sono in tanti, soprattutto chi ha voluto contribuire con donazioni e aiuti di vario genere, a chiamare la nostra associazione per capire come stiano realmente le cose. Sono amareggiati, così come lo siamo noi”, sottolinea Primiceri.
Tanti gli interrogativi che si susseguono in queste ore tra i responsabili dell’associazione presieduta da Antonio Aguglia. Ovvero: Che fine ha fatto l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica che vede la riconfigurazione funzionale e architettonica dell’area al secondo piano del Vito Fazzi per la realizzazione di un Polo Pediatrico del Salento? E gli 11 milioni di euro che la Regione ha dichiarato disponibili per l’avvio di un primo stralcio sul quadro economico complessivo? E ancora: a che punto si trova la procedura aperta per l’affidamento dei servizi tecnici di Progettazione Definitiva e Direzione Lavori, richiamata nella stessa delibera? Diuce poi Aguglia: che senso ha istituire neuropsichiatria infantile se poi non si ha una terapia intensiva neonatale. “Adesso aspettiamo una risposta concreta e definitiva da parte Della Regione e della Asl” , dicono presidente e legale rappresentante. Ma se risposta non dovesse esserci, la strade si potrebbero anche separare. Resta la speranza. Quella che ancora oggi, purtroppo, accompagna i tanti viaggi di piccoli pazienti.
