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Emma: “Ma quali friselle e ombrelloni, il Salento siamo noi!”

Sole, mare, vento, ma non solo. Gli stereotipi del Salento rischiano di allungarsi pericolosamente e di offrire un’immagine distorta di questo luogo magico e per certi versi difficile descrivere. E allora, forse, è il caso ogni tanto di mettere qualche puntino sulle i. Perché questa terra ha tanto altro ancora. E’ quello che avrà pensato e immaginato Emma Marrone, nata e cresciuta in questo territorio, precisamente ad Aradeo, prima di spiccare il volo e di salire alla ribalta nazionale grazie alle sue inconfondibili doti canore. Un timbro ben definito, una voce graffiante, una donna vera, innamorata del Salento. Che difende a spada tratta. Da tutto e da tutti. Soprattutto dai tanti luoghi comuni, dall’inerzia e dal lassismo delle istituzioni, da una iconografia obsoleta e non veritiera, da una cappa di ignoranza e perbenismo che restituiscono una cartolina oramai sbiadita. Lo ha fatto urlando da un palco, quello di Battiti live sul lungomare di Bari dopo essersi esibita per lanciare il suo ultimo singolo, “Mezzo mondo”. «Esistiamo anche noi», ha gridato Emma Marrone. E ancora: «Mi sono stancata di sentire che il Salento è solo friselle, l’estate, gli ombrelloni, il mare, noi siamo molto di più, solo che si dimenticano di noi forse perché siamo troppo in basso».
L’artista si è esibita anche in dialetto salentino, quasi a voler rimarcare le sue origini: “Non mi dimentico delle radici che ho, io sono terrona come voi. Me ne sono andata, perché qua non c’è niente, non ci danno niente”. Chiaro il riferimento a politici e amministratori: “Qui i giovani vogliono lavorare, ma dateci le strutture per farlo», Un periodo di battaglia che ha infiammato il pubblico presente al concerto.  Perché il Salento siamo noi. Un’identità, una storia e una cultura da difendere e custodire.

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