Attualità

Museo naturale di Calimera, Pagliaro: “Subito risorse dalla Regione”

CALIMERA – Un autentico gioiello del Salento immerso nel verde e nella natura. Un’oasi di pace e di benessere per migliaia di animali, curati e coccolati quotidianamente. Il Museo di storia naturale di Calimera è una realtà che fa leva nella stragrande maggioranza dei casi solo sul lavoro dei volontari. Ma per garantire l’operatività dei centri faunistici del Museo c’è bisogno di risorse e in tempi rapidi.

Con i suoi 2mila metri di superficie espositiva è uno tra i più grandi del sud Italia, e accoglie al suo interno un’importante biblioteca di testi scientifico-naturalistici, un planetario e un mesocosmo in cui è stata ricostruita una piccola foresta tropicale. C’è anche un centro per il recupero delle tartarughe marine che accoglie ogni anno circa settanta esemplari feriti e svolge un compito fondamentale nel monitoraggio e nella protezione dei nidi di Caretta Caretta rinvenuti lungo le coste. “Inoltre – sottolinea il consigliere regionale Paolo Pagliaro – ci sono due importanti centri faunistici che vanno avanti grazie all’abnegazione degli operatori e dei volontari, e che hanno bisogno di fondi e personale per continuare a svolgere il loro lavoro, irrinunciabile. È quello che sollecito con un’interrogazione urgente indirizzata all’assessore all’agricoltura, caccia e pesca Donato Pentassuglia”.

La Regione ha stanziato 60mila euro per la realizzazione di una grande vasca di accoglienza per alcuni esemplari di tartarughe. C’è una convenzione stipulata con il Comune di Calimera che ha redatto e presentato il progetto per l’esecuzione dei lavori, ma i fondi sono ancora bloccati.

I costi di gestione degli esemplari che dovranno essere isolati in quarantena e poi accuditi, alimentati ed eventualmente curati sono alti. Gli operatori riescono ad intervenire attraverso una fitta rete di collaboratori per il recupero degli animali feriti durante tutte le 24 ore, ma questo servizio è reso difficoltoso dal fatto che si fonda esclusivamente sull’apporto di volontari. “Ecco perché – sottolinea Pagliaro – servono soldi e competenze specifiche. Confido che arrivino subito per dare serenità operativa ad una realtà così preziosa per il territorio salentino”. 

C’è di più. II Museo di storia naturale di Calimera ha una valenza strategica anche dal punto di vista geografico. Merita di essere potenziato e professionalizzato per poter gestire a Calimera la prima accoglienza e limitare i trasferimenti a Bitetto, che dista circa 200 chilometri. 

 

Articoli correlati

Focus sulla Farmacia del futuro, tra innovazione e servizi

Redazione

Presicce-Acquarica, rinasce dalle ceneri la “Focareddha de Sant’Andrea”

Redazione

Palazzetto di Surbo: porte sbarrate da anni, ma ora si apre uno spiraglio per la sua gestione

Antonio Greco

“L’ora di Taranto” per un futuro oltre l’ex Ilva

Redazione

“Lenewfit, l’evoluzione del fitness”: il nuovo centro fitness tecnologico a Lecce

Redazione

A Tricase prima edizione di Med2025, un ponte per la pace

Redazione