LECCE- In 25 tra albergatori e titolari di b&b leccesi rischiano il processo per peculato per non aver versato o aver versato in ritardo la tassa di soggiorno. Il danno per le casse del Comune di Lecce si aggira intorno al mezzo milione di euro. La pm Roberta Licci ha richiesto il rinvio a giudizio per i 25 imputati, accusati di essersi appropriati di quelle somme o di averne ritardato il versamento.
A rischiare il processo sono i gestori di hotel del centro storico e di altri rinomati alberghi della città, ma anche di b&b e il legale rappresentante di un lido di San Cataldo, marina di Lecce. L’udienza preliminare è fissata per l’8 luglio davanti al gup Alcide Maritati.
In un procedimento diverso, rischiano il processo per peculato e truffa anche i vertici delle società affidatarie della gestione dei servizi di informazione e accoglienza turistica, promozione culturale e altri servizi del castello V, a Lecce. Anche per loro, la pm Licci ha chiesto il rinvio a giudizio accusandoli di aver comunicato al Comune entrate inferiori a quelle realmente incassate (per complessivi 73.244 euro) attraverso i biglietti d’ingresso nel castello e per l’accesso alle mostre lì allestite. Sarebbe stato, di conseguenza, ridotto l’importo che, per contratto, avrebbero dovuto corrispondere a Palazzo Carafa, cioè il 20 per cento di quanto percepito. L’udienza preliminare dinanzi al gup Maritati è fissata per il 31 marzo.