PUGLIA – Mezz’ora di buio. Contro il caro bollette, anche le amministrazioni comunali scendono in campo, chiedendo si metta mano alle politiche energetiche e che si riducano le tariffe.
A Lecce, si spengono l’ovale di Piazza S. Oronzo e il Sedile. L’iniziativa “Luci spente nei Comuni” è di Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Il sindaco Salvemini sottolinea come, secondo le prime stime, “La bolletta del Comune lieviterà di oltre 500mila euro”. Ovviamente il caro bollette avrà pesanti ripercussioni sui bilanci degli enti locali, con il rischio di tagliare servizi per i cittadini, ma anche su famiglie e imprese, già duramente provate dalla pandemia.
A Brindisi, è Confesercenti a suonare la carica con l’iniziativa “SPEGNIAMO I NOSTRI NEGOZI!”
I commercianti che aderiscono, spengono le luci nelle proprie attività e si scattano un selfie tenendo in mano una candela accesa.
Nel Tarantino, Confcommercio ha dato vita a un flashmob due giorni fa davanti alla sede dell’associazione. Stanislao Vitiello, commissario della delegazione Talsano, spiega come l’effetto domino del caro bollette si abbatta sui commercianti anche per le vendite che calano, dati i consumi che le famiglie, gradualmente, cercheranno di tagliare.
Il Forum Ambiente e Salute punta il dito contro l’inquinamento luminoso.
“La proposta dei sindaci di spegnere i luoghi iconici delle città, così come le giornate “M’illumino di meno”, risultano solo effimere o simboliche provocazioni -scrivono- Di fatto bei gesti di un solo giorno , ma non doverose denunce contro l’assenza di una politica energetica nazionale improntata al risparmio e al controllo dei prezzi delle fonti energetiche. Chiediamo -dicono- che i comuni pugliesi attuino sul territorio le norme previste contro l’inquinamento luminoso, ora totalmente disattese”. Il riferimento è alla legge regionale pugliese 15-2005 che impone rigorosi criteri per limitare del 30% l’illuminazione notturna.