Corte dei conti, sì al Rendiconto ma i giudici bacchettano la Regione

BARI – Sì alla parifica di Bilancio. Dalla Corte dei Conti arriva il disco verde per il rendiconto generale della Regione Puglia. “Siamo riusciti a mantenere saldo il timone, conseguendo pienamente gli equilibri e la gestione corrente del bilancio dei pugliesi”, ha detto il governatore Emiliano al termine dell’udienza. Un esame annuale, l’ha definito giacché l’appuntamento è fisso e inderogabile. Ma la promozione non arriva per tutti i fronti.

Perché soprattutto nella relazione del procuratore generale Carmela De Gennaro, le sottolineature e le ammonizioni non sono mancate. A cominciare dall’aspetto principale: la capacità di spesa che il procuratore definisce “notevole e inespressa” e che – scrive – “si ripercuote negativamente sull’intero tessuto economico regionale, atteso che essa dà luogo ad un drenaggio di risorse finanziarie che potrebbero, invece, essere impiegate in proficue attività d’investimento”. “Tale circostanza, inoltre – si legge ancora – suscita preoccupazione, non solo perché il fenomeno si è verificato in un esercizio finanziario che, come rilevato dalla Sezione di controllo, ha visto peggiorare tutti i parametri economico-sociali a causa della crisi pandemica, ma altresì perché, anche la Regione Puglia sarà chiamata a dare il suo contributo, in modo efficiente ed efficace all’attuazione del “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (PNRR)”. Insomma, i giudici contabili richiamano con urgenza la Regione a spendere tutto e bene altrimenti il rischio è di perdere il treno del Pnrr.

Le ammonizioni della Corte arrivano anche sui debiti fuori bilancio: bene la riduzione rispetto al passato ma, dice la De Gennaro, il contenzioso legale è ancora troppo elevato (il 75% del totale dei debiti). Di più: l’importo dei debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2020, discendenti da provvedimenti giurisdizionali per i quali la approvazione del consiglio o della giunta non sia intervenuta entro i trenta giorni dalla proposta, ammonta ad euro 4.648.669.05, in deciso aumento rispetto al 2019 (euro 3.375.859,96) e al 2018 (euro 2.192.500,57).

Bollino giallo anche per la dismissione delle partecipazioni nelle partecipate: il riferimento esplicito è alle Terme di Santa Cesarea: “Il percorso di dismissione – si legge nella relazione – continua a procedere con enormi difficoltà”; di qui la sollecitazione affinché si faccia in fretta.

Il procuratore De Gennaro ha ammonito anche la Asl di Lecce per i 15 giorni di ritardo sul pagamento dei fornitori rispetto alla direttiva europea. Male la Regione Puglia anche sulla prevenzione per cervice uterina, mammella, colon retto e per la dotazione dei posti letto per assistenza agli anziani.

Non passa inosservato anche il dato sugli incarichi esterni e le consulenze: la Corte ricorda espressamente alla Regione di provvedere con il personale interno e solo dopo a rivolgersi alle collaborazione esterna. Osservata speciale l’Arif, sulla quale la Regione stessa ha fatto sapere ai giudici di avviare approfondimenti: sotto la lente sono finiti contratti di categoria non idonei al comparto in cui sono avvenute le assunzioni e questo, secondo i magistrati, determina un incremento della spesa con ripercussioni sui bilanci pubblici.

 

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