BRINDISI – L’operazione “Rosi Abate”, da come si faceva chiamare la moglie del boss ostunese Donato Greco, è stata portata a termine dalla polizia di Stato. La banda spacciava eroina e cocaina e per chi non pagava le dosi erano guai seri.
Spacciavano droga a Ostuni, Ceglie Messapica e nei comuni limitrofi. Una vera e propria organizzazione malavitosa guidata dal pluripregiudicato Donato Greco che è stata sgominata dagli agenti del Commissariato di Ostuni, della Squadra Mobile di Brindisi e dei reparti speciali di Bari, Lecce e San Severo. Sei gli arresti richiesti dalla Procura della Repubblica di Brindisi, eseguiti alle prime luci dell’alba.
Una operazione denominata “Rosi Abate” – dal nome del noto personaggio televisivo – così come si faceva chiamare Maria Moro, compagna del Greco e vero punto di riferimento della banda. Era lei che prendeva ordini dal suo compagno quando andava a trovarlo in carcere e tramite microscopici telefonini forniti al recluso. Una complessa attività di spaccio di sostanze stupefacenti che andava oltre nel momento in cui venivano posti in essere episodi estorsivi, con tanto di minacce, auto rubate o incendiate e violente aggressioni a chi non pagava le dosi acquistate. L’organizzazione criminale si approvvigionava di sostanze stupefacenti anche dal mercato campano, a conferma del livello organizzativo raggiunto da questo clan.
https://youtu.be/iTf4yIvkgyc