LECCE- Il prossimo sblocco dei licenziamenti, stoppati per decreto dalla pandemia, fa già tremare le vene e i polsi a lavoratori e sindacati. E c’è anche questa preoccupazione a muoverli nei sit in organizzati in tutta Italia davanti alla Prefettura da parte di Cgil, Cisl e Uil. I presidi si sono tenuti anche a Lecce e a Taranto, per avanzare proposte in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il tema delle morti bianche si intreccia a quello dei licenziamenti, delle semplificazioni in materia di appalti e del perdurare della mancanza di soluzioni alle tante crisi industriali. I confederali ritengono “inaccettabile e socialmente pericolosa la posizione di chi si ostina a rifiutare la proroga del blocco dei licenziamenti in questa fase”, motivazioni che hanno portato alla manifestazione unitaria in questa giornata in Piazza Montecitorio.
Le richieste del sindacato sono finalizzate all’elaborazione di una strategia nazionale che deve essere da subito attivata e finanziata con le risorse del PNRR e con i fondi per la coesione europei e nazionali. Tale strategia, condizionata alle piene garanzie di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro assieme alla regolarità contrattuale e alla legalità, si dovrà incardinare su 7 punti/richieste che sono stati condivisi con il Prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio:
1. Qualificazione delle imprese (per determinare un accesso delle stesse al mercato del lavoro e alle gare d’appalto nel rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, della legalità, dell’applicazione del CCNL, partendo dal modello della patente a punti);
2. Contrattazione nazionale e decentrata (per promuovere e intensificare gli interventi di natura negoziale e contrattuale quali strumenti per declinare in modo mirato e specifico le misure e le procedure di prevenzione);
3. Formazione (tutti i lavoratori devono ricevere una formazione adeguata, preventiva e specifica per lo svolgimento della mansione, sul piano tecnico, dei rischi e organizzativo);
4. Rappresentanza (per rendere generalizzata la rappresentanza, contrattuale e tecnica – RSA/RSU-RLS/RLST – in ogni contesto lavorativo);
5. Ispezioni sul lavoro;
6. Innovazione e Ammodernamento di tecnologie e DPI (per aumentare gli investimenti a favore della tutela della salute e sicurezza favorendo, in primis, l’accesso a tutte le realtà lavorative ai finanziamenti INAIL);
7. Scuola (inserire e potenziare nei programmi scolastici di ogni ordine e grado, la materia della salute e sicurezza sul lavoro)..