UGENTO- Questa non è una battaglia politica, ma un impegno di civiltà, a tutela della salute pubblica, per ottenere chiarezza e bonifiche: è chiaro il messaggio lanciato dagli attivisti del Mrs durante il sit in che si è tenuto in mattinata dinanzi all’ingresso della discarica di Burgesi, a Ugento, uno dei siti più controversi di tutta la Puglia.
Una richiesta di audizione in Commissione Ambiente è già stata presentata dal consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e presidente del Movimento Regione Salento, così come ha fatto la sua collega del M5s Grazia Di Bari. E Burgesi si preannuncia come il primo capitolo di un’attività di approfondimento più serrato sui siti contaminati.
“L’area di Burgesi è al momento fuori delle aree critiche individuate dalla Regione Puglia – ha spiegato Pagliaro durante la manifestazione – ma noi chiederemo di dare seguito alla proposta avanzata dal Comune di Ugento perché crediamo che una verifica sia necessaria per tutta la popolazione. Occorre capire se realmente esistono elementi di preoccupazione in questa zona che oggettivamente è una zona altamente sensibile a dinamiche inquinanti. Sappiamo che la falda acquifera è inquinata e ci aspettiamo anche che si dia seguito alla promessa di bonifica dei luoghi. Burgesi però è solo il primo atto di un percorso complessivo di individuazione di tutte le criticità ambientali del Salento che abbiamo registrato negli anni. Saranno molte le tappe che ci vedranno impegnati in molte zone ove insistono soprattutto discariche in disuso che – siamo sicuri – hanno avuto molte carenze in fatto di manutenzione. L’elenco, purtroppo, è molto lungo. Parallelamente, verificheremo anche lo status sulle promesse di bonifica fatte al territorio negli anni, senza però che siano state seguite dai fatti. In particolare, ricordo che nel 2011 era stata varata una mappatura delle discariche potenzialmente a rischio: una mappatura che però non è stata mai più aggiornata. Dopo dieci anni, quindi, urge un nuovo censimento di tutte le questioni ancora aperte. Un problema che riguarda non solo il Salento ma tutta la regione”.
Di certo c’è che non solo la bonifica del sito non è mai stata avviata, ma sono ancora incomplete le informazioni sul livello di inquinamento della zona: annunciati nel 2018 dalla Regione, i monitoraggi sui terreni agricoli e sulle matrici animali non sono mai stati eseguiti, mentre sulle acque sotterranee, per le quali nei dintorni si sono registrati sforamenti di alcuni valori, si attende lo studio del Politecnico di Bari per capire l’andamento della falda e dunque quali pozzi dover tenere costantemente sotto controllo.
Nessun allarmismo, ma ci sono richieste di informazioni e chiarezza che non si possono evadere, a fronte di promesse fatte anche pubblicamente.
Al sit in erano presenti il presidente del Mrs e consigliere regionale, Paolo Pagliaro; il sindaco di Presicce-Acquarica, Paolo Rizzo; la consigliera comunale di Ugento Laura De Nuzzo; il coordinatore provinciale del Mrs Francesco Viva e il coordinatore giovani Giacomo Marzo; i coordinatori cittadini di Ugento, Presicce-Acquarica, Alliste-Felline, Racale, Castrignano del Capo; cittadini del Capo di Leuca, ma anche delegazioni di comuni più lontani, come Novoli, Santa Cesarea Terme, Borgagne-Melendugno, Sogliano Cavour, Galatina, “perché – è stato ribadito – questo è un problema di tutto il Salento, una battaglia di giustizia sociale”.