COPERTINO- Ascolti, perquisizioni, analisi dei tabulati telefonici. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce e dei Ros sono impegnati 24 ore su 24 nella ricerca dell’assassino di Silvano Nestola, ex maresciallo dei carabinieri, freddato alla periferia del paese la sera del 3 maggio.
Due fucili sequestrati durante le perquisizioni sono stati inviati al Ris di Roma per gli accertamenti balistici. Uno dei due è compatibile con l’arma che ha sparato ed ucciso con una raffica di pallettoni il 46enne, appena uscito dalla villa della sorella, dove era stato a cena con il figlio di 11 anni. Lunedì mattina il pm che sta coordinando le indagini Paola Guglielmi conferirà l’incarico al medico legale Roberto Vaglio per l’autopsia che sarà eseguita probabilmente martedì. Questa servirà a capire quanti e quali siano stati i colpi che hanno ucciso l’ex carabiniere e dove si trovava l’assassino.
Gli investigatori non escludono alcuna pista e le indagini si sono allargate anche nel brindisino. Nestola, prima di essere trasferito a Lecce, aveva prestato servizio a S.Pancrazio Salentino. Per questo si sta scavando, oltre che nella vita privata dell’uomo, anche sui rapporti avuti con persone con le quali ha avuto a che fare per servizio. I carabinieri non escludono inoltre che l’assassino si sia disfatto del fucile subito dopo l’agguato mortale, nascondendolo sotto qualche cespuglio, o seppellendolo. Per questo stanno continuando a setacciare, con l’aiuto Nucleo cinofili di Modugno specializzati nel fiuto delle armi, le campagne intorno.
