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Capone: l’alta velocità infrastruttura decisiva per lo sviluppo

LECCE- “Nel disegnare l’Italia di domani le infrastrutture giocheranno un ruolo di primo piano. Lo stesso Piano di Rilancio e Resilienza nazionale lo riconosce assegnando tra alta velocità, porti e logistica intermodale 31,98 miliardi euro su 209 complessivi. Il Sud non può e non deve restare in panchina in questa partita”. Così il presidente del consiglio regionale Loredana Capone che annuncia la sua partecipazione al sit in di domenica alle 11 davanti alla stazione di Lecce. “Un iniziativa quella voluta dal consigliere Pagliaro più che condivisibile, alla quale porterò il mio appoggio e sostegno. Auspico, anzi, che, aldilà di ogni differenza di colore politico e di ruolo istituzionale, possa esserci l’impegno corale di tutti a sostenere questa battaglia. E’ proprio nel potenziamento delle infrastrutture e dei servizi connessi il perno del rilancio del sud e con esso dell’intero Paese. Basterebbe, continua la Capone, cominciare da quelle opere definite da tutti strategiche ma ancora oggi purtroppo ferme al palo.

Per esempio incrementando gli investimenti per arrivare da Bari a Lecce con l’alta capacità Napoli – Bari, peraltro inserita tra le opere urgenti per il nostro Paese con la legge “Sblocca Italia”, e per la quale è già stato stanziato un miliardo e mezzo di euro e sembra sia finalmente essere partita la gara. L’opera collega due aree, quella pugliese e quella campana, che da sole rappresentano oltre il 4% della produzione meridionale e ridurrebbe di due ore il tempo di percorrenza tra le due città. E, ancora, rafforzando la dorsale adriatica. Entro il 2023 dovrebbero cominciare a viaggiare i treni alla velocità di 200 km/h da Bologna a Lecce, come già avviene oggi tra Brindisi e Lecce, avvantaggiando sia la Puglia che le altre regioni del centro nord come l’Emilia Romagna e le Marche. E se fosse realizzato anche il raddoppio della Termoli – Lesina, ad oggi bloccato per via della presenza dell’uccello fratino, si risparmierebbero 40 minuti tra Bari e Bologna e fino a un’ora tra Lecce e Milano.

Si tratta di due interventi importantissimi che il Governo deve impegnarsi a realizzare altrimenti tutto l’impegno regionale degli ultimi anni per favorire l’incremento dei trasporti pubblici e quelli ferroviari sarà completamente depotenziato. Tutti gli sforzi di investire sul territorio, sul turismo, rischieranno di essere vanificati se continueremo a ritrovarci isolati. Non si può più aspettare, bisogna invertire la tendenza, o il sud accuserà il colpo di un danno irreparabile ma l’Italia tutta subirà il danno più grave: quello di continuare a essere spaccata in due e, allora, non ci sarà Next Generation Eu che tenga perché fallirà completamente quel principio di coesione territoriale che consentirebbe al nostro Paese di competere con gli altri Stati europei, motivo, peraltro, per il quale l’Europa oggi ci affida una fetta così rilevante dei suoi fondi.

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